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RAPINA IN VILLA

Notte di terrore: madre e figlia in balia dei banditi

03 giugno 2018, 06:00

LAURA FRUGONI

Tre donne - mamma, figlia e nipote - che l'altra notte sono passate in un lampo dal sonno tranquillo nel loro letto al terrore puro. Le prime due, per una manciata di minuti eterni, sono rimaste in ostaggio di un terzetto criminale armato, pericolosissimo. Diverso (ma chissà quanta angoscia anche per lei) l'incubo vissuto dalla ragazza, che ha 19 anni e sangue freddo da vendere. I rapinatori non si erano accorti di lei, che s'è chiusa in bagno e con il telefonino è riuscita a lanciare l'allarme.
La rapina in villa s'è consumata l'altra notte a Traversetolo dove ieri - dall'alba al tramonto - non si parlava d'altro, gli sguardi della gente inchiodati sull'elicottero dei carabinieri che zigzagava ostinatamente nel cielo terso. Cercava qualcuno. «Uno l'hanno preso», «due sono scappati», le voci si rincorrevano insieme ai passaparola e ai frammenti di racconti da brivido.
Loro, i carabinieri, hanno lavorato in rigoroso silenzio. Chi ha vissuto quella notte terrificante non se la sente di parlare, la sequenza del raid vien fuori ancora sfuocata. Abitano in una villetta bifamiliare, titolari di un panificio «storico» del paese, che si trova a fianco dell'abitazione.
Il raid è scattato dopo le due: tre uomini con i volti travisati, sicuramente almeno uno aveva una pistola, sono riusciti a entrare nell'appartamento al piano di sopra, dove dormivano la ragazza 19enne e la madre, 47 anni. Non è chiaro a svegliarla siano stati i rumori. Certo non erano ladruncoli, per quello che avevano in mente serviva la collaborazione forzata di chi vive tra quelle mura.
Volevano la cassaforte. Sotto la minaccia dell'arma, la donna - a cui avevano legato i polsi - è stata costretta a rivelare dove si trovasse la cassaforte e soprattutto la combinazione per aprirla. Terrorizzata, non ha avuto scelta ma purtroppo l'incubo non era ancora finito. Il terzetto non si è accontentato di svuotare quel forziere di contanti e gioielli. «Adesso ci accompagni giù» e insieme a lei hanno girato tutta la casa e infine sono scesi al piano terra nell'appartamento dove vive la madre. Con lo stesso metodo hanno aperto altri due forzieri di fronte a madre e figlia terrorizzate e impotenti, sedute sul letto e guardate a vista mentre le mani rapaci arraffavano quanto più potevano. Un bottino sostanzioso: parecchie migliaia di euro. E molti gioielli.
Pensava di aver avuto vita facile, il terzetto criminale. Che tutto fosse filato secondo i loro piani. E invece la ragazza al piano di sopra nella confusione dei primi istanti s'era chiusa in bagno: quando ha chiamato il 112 la banda era ancora dentro casa.
I carabinieri si sono precipitati all'indirizzo indicato da quella voce tremante: per un pelo non sono riusciti a prenderli. Ma la notte non era ancora finita: a Traversetolo è planato un folto drappello di divise, è cominciata una caccia imponente setacciando magazzini e casolari abbandonati intorno a Traversetolo, concentrandosi in particolare sulle colline tra Vignale e Guardasone.
Ci sono arrivati, al casale giusto: quello dove s'erano rintanati i rapinatori. Là dentro non erano soli, c'erano anche le loro donne e proprio una voce femminile di colpo ha spezzato il silenzio urlando «i carabinieri».
Quello che è successo nel blitz lo racconteranno meglio i diretti protagonisti: per ora trapela qualcosa ma non il film completo.
Sono albanesi: arrivati dal sud Italia, forse per cambiare aria dopo altre malefatte simili. Tre uomini che nel momento in cui si sono visti accerchiati sono schizzati via come fulmini, prendendo direzioni diverse, cercando rifugio nel buio dei boschi. Uno l'hanno preso. E se serviva la prova schiacciante che fosse uno dei rapinatori è arrivata anche quella: in tasca aveva un anello rubato nella villa. E non c'era solo questo, di prezioso, in quel casale.

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