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EDITORIALE

Il libro dei sogni di Conte e il paradosso del centrodestra

di Vittorio Testa -

06 giugno 2018, 17:20

Con un discorso durato un’ora e dodici minuti, affiancato dai suoi “scopritori” Salvini e Di Maio, i due vicepresidenti politici, l’avvocato Giuseppe Conte si è presentato al Senato ottenendone la fiducia. Chi si attendeva dal presidente del Consiglio precisazioni fattuali di metodo se non proprio di tempistica circa l’attuazione del programma di governo non ha ricavato alcuna indicazione. Conte ha passato in rassegna i temi già esposti dai due leader in campagna elettorale e poi tramutati nel famoso “contratto” di governo a gestire il quale il capo del Movimento 5 stelle ha indicato questo pacato professionista e docente, stimato anche dal consenziente segretario leghista. Accompagnato da frequenti applausi, il premier ha dato lettura di un vasto catalogo di intenzioni realizzando le quali il Paese conoscerà un profondo cambiamento in ogni settore: giustizia, assistenza, sanità, fisco, economia, politica estera. Non un accenno al quando e al come, con quali spese e quali coperture. Un discorso, quello dell’emozionato premier, che ha suscitato l’opposizione del Pd ma soprattutto di Forza Italia il cui dissenso fa sì che il capo del centrodestra, Salvini, sia al governo e i suoi due alleati gli neghino la fiducia, Fratelli d’Italia con l’astensione, Berlusconi con il voto contrario in aperta condanna del connubio Lega-M5s. Una situazione inedita e paradossale.
vittorio.testa@comesermail.it