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ECONOMIA

Patuelli a Parma: "Non tutte le colpe sono dell'Europa. Preoccupa lo spread"

08 giugno 2018, 13:56

«Questo spread che sta crescendo è preoccupante per la Repubblica italiana perchè in precedenza viaggiava in una direzione di maggiore benessere per tutti e lo spread è una tassa che l’Italia paga sui mercati internazionali». Lo afferma il presidente Abi Antonio Patuelli al convegno Acri secondo cui «più lo spread cresce più si impoverisce l’Italia e più cresce li spread e più si complica la vita alle banche» con riflessi sui loro indicatori patrimoniali..

Non tutte colpe sono dell'Europa, con lira tassi alti - «Più debole è la moneta più alti sono i tassi, non dobbiamo cullarci che tutte le colpe siano dell’Europa», ha continuato Patuelli ricordando come l’Italia non vanti «una storia virtuosa» su debito e deficit e che «nonostante i rialzi di questi giorni i tassi sono infimi» grazie all’appartenenza all’euro. «I tassi con la lira agli inizi degli anni '80 erano al 19,5%, era una moneta debole» ha aggiunto.

Qe non eterno, a Draghi non si può chiedere più - «Lo spread deve fare riflettere tutti noi italiani, il Qe di Draghi è stata una benedizione per l'Italia che ha pagati tassi infimi sulle emissioni di debito pubblico per famiglie e imprese che hanno potuto pagare tassi bassissimi su investimenti ma non può durare in eterno». Lo afferma il presidente Abi secondo cui «in questi anni di tassi bassi il debito pubblico in assoluto invece che calare è continuato a crescere da oltre 40 anni, qualsiasi sia la legislatura. E’ un’occasione che gli italiani si pentiranno di aver perso». Patuelli ha quindi ricordato che «c'è una forte correlazione fra debito tassi e monete».

Rossi, non c'e' demoniaca speculazione di pochi - L’aumento dello spread non è causato «da una demoniaca e misteriosa» manovra da parte «di pochissimi speculatori» ma dall’aumento del «rischio percepito dai gestori dei risparmi degli italiani» che uno dei «paesi come l’Italia possa uscire dall’euro». Lo afferma il dg di Banca d’Italia Salvatore Rossi al convegno dell’Acri, «è tema che non dobbiamo cessare di spiegare all’opinione pubblica» sottolineando come i gestori «a cui sono affidati i nostri risparmi, di fronte a questo rischio, si coprono vendendo i titoli». La speculazione «esiste ma si accoda a questo movimento».

Patuelli, spero presto norme Ue su Npl uguali a tutti - L’Abi auspica come «nelle prossime settimane il Parlamento Ue discuta e migliori il testo della Commissione Ue sugli Npl» in modo che il trilogo (Parlamento, Consiglio e Commissione ndr) possa poi nei prossimi mesi approvarlo e «stabilizzare una volta per tutte le norme europee in modo che siano uguali e possiamo competere». Lo afferma il presidente Abi Antonio Patuelli al congresso Acri. «Sugli Npl siamo critici verso l’Europa» per il fatto che non «siamo ancora nell’incertezza del diritto» ha rilevato Patuelli ribadendo come sia necessario arrivare a un testo comune a tutti gli istituti europei.