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San Leonardo

«Accecato da tre ragazzi con un puntatore laser». Danno permanente

10 giugno 2018, 07:03

LUCA PELAGATTI

«Non mi sono accorto di nulla, stavo semplicemente camminando quando ho sentito quel bruciore fortissimo. Istintivamente ho portato le mani al volto e mi sono piegato sulle gambe per il dolore. Quando, qualche minuto dopo, mi sono rialzato e ho provato a guardarmi intorno ho capito che non ci vedevo più».

Ci sono drammi che nascono dal caso, da un destino feroce e spietato. E ce ne sono altri che ti arrivano addosso per colpa di qualcuno che decide di fare del male. Ma senza un motivo, senza un perché. Proprio come nel caso di Francesco Corsaro, un 35enne residente a Lesignano che martedi scorso si è alzato come ogni giorno, ha fatto colazione al solito bar e poi ha iniziato a camminare dalle parti di via San Leonardo. Quando, di colpo, si è trovato la vita segnata.

«Erano da poco passate le 9 e stavo andando, come faccio abitualmente, a prendere le sigarette per la tabaccheria di mia madre al deposito del Monopolio di via Gobetti. Sul marciapiede ho incrociato tre ragazzi con lo zaino ma non ci ho fatto troppo caso. Mi sembravano normalissimi, ridevano e giocavano con un puntatore laser. E poi, all'improvviso, ho sentito quella fiammata».

Una vampata al viso e un rumore. La botta rovente era quella di quel puntatore a luce verde sparato da uno dei ragazzi diritto verso i suoi occhi. Mentre il rumore era quello dei passi dei ragazzi che scappavano. Ma non serviva neppure correre. Francesco Corsaro, infatti, è rimasto accecato e tramortito per lunghi istanti prima di poter tornare a guardarsi intorno. E quelle tre figure, a quel punto, erano già lontane.

«Sono tornato a casa con molta fatica e mi sono fatto accompagnare da un'oculista che ha scosso la testa: il laser nella mia pupilla ha provocato una lesione maculare con diminuzione della vista».

Per chiunque sarebbe una ferita drammatica: ma per questo 35enne è quasi una condanna. «Io, purtroppo, ho una patologia pregressa all'occhio sinistro che mi riduce gravemente la capacità visiva. Quindi ora sono praticamente cieco». Una situazione che - è la speranza -, potrebbe forse migliorare con le terapie prescritte da subito dal medico per cercare di ridurre i danni provocati da quel puntatore usato come un'arma. Ma la diagnosi, per il momento, dopo gli esami fatti mercoledì, è pesantissima. «Dopo l'ultimo test mi hanno riscontrato una lesione maculare permanente. E potete capire quale sia il mio stato d'animo ora».

Inutile aggiungere altro, superfluo aggiungere commenti. Si può solo raccontare che da martedì Francesco non può più guidare e deve essere accompagnato dai familiari per le cure del caso. E che, ovviamente, tra una iniezione e l'altra ha trovato il tempo per raccontare tutto ai carabinieri.

«Ho sporto denuncia per lesioni personali. Ho fornito una breve descrizione di quei ragazzi, ho ricordato come erano vestiti e ho fatto presente che intorno al punto dove sono stato ferito ci dovrebbero essere delle telecamere. Ora se ne stanno occupando i militari che confido arrivino ad identificarli, a metterli di fronte alle responsabilità di quello che non può e non deve essere considerato solo uno scherzo». Intanto però, l'unica cosa da fare, è cercare di far riposare l'occhio, rispettare la terapia e far passare il tempo sperando che, giorno dopo giorno, quella nebbia si sollevi a liberare lo sguardo. Per poter tornare a vivere normalmente, a camminare per strada senza problemi. Ma forse, d'ora in poi, comunque con un po' di paura.

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