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COMMENTO

La lezione degli sms sospetti: «Il bel tacer non fu mai scritto»

di Sandro Piovani -

10 giugno 2018, 15:27

Tutto questo polverone da cosa nasce? Da tre sms «ingenui». E inutili. Che due giocatori esperti come Fabio Ceravolo (31 anni) ed Emanuele Calaiò (36) hanno spedito a due colleghi-amici e, per 90', avversari.

Due giocatori, Ceravolo e Calaiò, che conoscono bene il calcio italiano, fondato più sul sospetto che sulla meritocrazia. Per questo l'ingenuità commessa quattro giorni prima della gara è incomprensibile. Ingenuità che i giocatori crociati evidentemente non hanno saputo valutare, nonostante l'esperienza. Ecco perché, in casi come questi, deve venire in soccorso la società. Con un regolamento interno inflessibile e severo, un regolamento che non presti il fianco a nessun fraintendimento.

I calciatori non sono bambocci ma evidentemente a certe tentazioni proprio non sanno resistere. Per questo vanno indirizzati sulla giusta strada. E' evidente che l'inchiesta della Procura Federale sia un atto dovuto ma è altrettanto evidente che nasca da sms giudicati ambigui. Non proposte di combine, tanto meno di denaro e tanto meno di accordi sottobanco. Ci mancherebbe. Sms semplicemente ambigui, spediti da ragazzi poco avveduti. Meglio non rischiare però con la giustizia sportiva. S.P.