Sei in Archivio

IL RACCONTO DELLA DOMENICA

La Madre filippina e i burattini

di Lina Pincaldi Schianchi -

10 giugno 2018, 16:58

La Madre filippina  e i burattini

La Madre Filippina era la suora più amata dai bambini. Un donnone alto, con l'abito monacale classico nero, ma con le maniche sempre rimboccate fino al gomito e le mani sempre pronte per una sculacciata bonaria.
Il passo scattante da sergente in azione: i suoi soldatini la volevano così, sapeva essere pronta in ogni occasione. Scendevano grossi lacrimoni? Via in braccio alla Madre che li faceva sorridere strofinando quel suo nasone lungo sulle guance bagnate.
La bimba rammenta quel suo buffo intercalare: «Santa Petenella!» diceva quando si alzavano dai vasini e lei li prendeva per le mutandine facendoli saltare in alto.
Bianca la portava all'asilo molto presto la mattina, occupata com'era con la chiusura del passaggio a livello. La sera non c'era orario per andare a prenderla.
Le suore la tenevano con loro e la bimba, privilegiata, oltrepassava quella porta misteriosa dove stava scritto «Privato». Correva nel corridoio dove c'erano le stanzette e, a volte, la Madre Filippina la lasciava entrare nella sua cella. Un giorno la scoprì senza velo, e quella testa con i capelli tagliati cortissimi la lasciò perplessa. «Madre, ma per fare la suora si devono tagliare i capelli? Allora io non la farò mai, mi sposerò con il bambino Andrea e scioglierò le mie treccine sulle spalle!».
La suora sorrise e le disse: «Gesù è il nostro sposo e non ci vuole vanitose».
Il giorno seguente tutti i bambini dell'asilo sapevano che le suore sotto il velo erano pelate. Le bimbe non accettavano questa realtà, a fare la suora non c'era proprio da pensarci. I maschietti ridevano divertiti.
La bambina ha dinanzi agli occhi il grande baule di legno color verde che le suore tenevano gelosamente chiuso nella stanza della ricreazione. La Madre Filippina, quando erano stati buoni, apriva religiosamente il cassone e si faceva il teatrino.
Quanti burattini! Fagiolino, Sandrone, la Polonia... E la Madre era brava a farli vivere nelle storie.
Un giorno, erano passati tanti anni, la nonna era alla messa mattutina quando le si avvicinò la suora chiedendole: «Dov'è la mia bambina?».
Sorpresa, la nonna le rispose tutto d'un fiato: «Madre, sta per sposarsi: abita in città».
«Vorrei tanto rivederla: era la nostra bambina, di tutte noi suore».
S'incontrarono così, la bimba e la Madre Filippina: che emozione, Santa Petenella!
La suora aprì un album. «Vedi, - disse - qui sei stata l'attrice bambina più applaudita». Era il Natale del 1940, nel teatrino della parrocchia. E lei, come d'incanto, ricorda e affiora ancora quel monologo: «Ecco il giornale del mio papà / Quante mal cose racconterà / Lo leggo in cima / Lo leggo in fondo / Porta le notizie di tutto il mondo / Notizie belle, notizie care / Ovunque si vendono le caramelle / Ovunque si vendono i cioccolatini / Per la delizia di noi bambini / E trovare i soldi come si fa? / Lo dice il giornale del mio papà»
«Vede, Madre, vorrei abitare qui vicino per consegnarle un figlio».