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IL CASO

Sms di Calaiò e Ceravolo: Spezia-Parma sotto inchiesta

ue sms ad altrettanti giocatori dello Spezia: Ceravolo e Calaiò nei guai per un'ingenuità. E il Parma di conseguenza. Si aspettano gli sviluppi dell'inchiesta...

di Sandro Piovani -

10 giugno 2018, 07:04

Ci vediamo prossimamente: più o meno avrebbe digitato Fabio Ceravolo. Mi raccomando non picchiatemi troppo: la preoccupazione di Calaiò. Che dopo un paio d'ore avrebbe spiegato che tanto non giocava nemmeno, anche perché poi ha quasi finito la carriera: più o meno erano di questo tenore (almeno secondo quanto rimbalza sull'asse La Spezia-Roma visto che il Parma si è chiuso nel silenzio assoluto) i tre sms che i due crociati hanno spedito rispettivamente ai «bianchi» Filippo De Col e a Alberto Masi, prima di Spezia-Parma del 18 maggio, terminata 2-0.

VIA ALLE INDAGINI

E per questi tre sms, che definire «ingenui» è poco, sono scattate le indagini della Procura Federale guidata da Giuseppe Pecoraro. Perché uno dei due giocatori dello Spezia li ha mostrati al team manager che a sua volta aveva avvisato, come da regolamento, l'ad Luigi Micheli. E lo Spezia non è che abbia denunciato il Parma ma, sempre da regolamento, anche per evitare l'accusa (pesante) di omessa denuncia, ha informato le autorità competenti. Una comunicazione che si è trasformata poi in un'indagine: un atto dovuto.

INCHIESTA APERTA

E l'inchiesta su questa gara è ancora aperta. Le indagini infatti hanno riguardato i giorni della vigilia della partita, la partita stessa (prima, durante e dopo) e i giorni seguenti. Peraltro questa «attenzione» è stata dedicata a tutte le gare decisive della serie B nell'ultima giornata. Le indagini su Spezia-Parma sono proseguite anche dopo. E sono culminate con le convocazioni dei giocatori e dell'ad dello Spezia coinvolti giovedì scorso e venerdì dei due giocatori del Parma. Nessun dirigente invece è stato convocato (per ora): particolare importante perché conferma l'estraneità del club.

L'EPILOGO

La prossima settimana la Procura Federale dovrà decidere se proseguire le indagini, magari sentendo altri tesserati, oppure dovrà scegliere quale strada intraprendere, dall'archiviazione sino al deferimento. Nel secondo caso inizierà il processo sportivo.

UN ATTO DOVUTO

La sensazione è che si tratti di un atto dovuto figlio comunque di un paio di sms tanto ingenui quanto ambigui. La Procura dovrà giudicarli, tenendo conto probabilmente della poca avvedutezza dei due giocatori crociati. Di queste inchieste ce ne sono molte, in ogni campionato. Ma quest'anno come l'anno scorso spunta sempre e soltanto quella che riguarda il Parma. Niente complotti. E a pensar male si fa peccato... Ma spesso ci si azzecca.