Sei in Archivio

EDITORIALE

Trump e Kim: storico patto ma restano tante domande

di Paolo Ferrandi -

13 giugno 2018, 16:17

E' senza dubbio un'immagine storica quella della stretta di mano tra il presidente Usa Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un. I due uomini, infatti, sono ai vertici di due nazioni che hanno preso parte a una guerra che non è ancora finita, almeno formalmente (dal 1953 vige un armistizio che non è mai diventato pace), ma hanno firmato un patto che promette la denuclearizzazione della Corea del Nord rendendo più sicura una delle aree più calde del pianeta.

Se tutto andrà come concordato la possibilità di una crisi nucleare che parte dalla penisola coreana sarà disinnescata. E questo è un risultato enorme, tenendo conto che solo pochi mesi fa la situazione stava andando fuori controllo.

Ma restano anche tanti dubbi che partono dalla calcolata vaghezza dell'accordo che il presidente Usa giudica eccellente, ma che non è riuscito a rendere più chiaro nemmeno in un' inusuale - per lui - conferenza stampa.

E' vero che le sanzioni restano finché Pyongyang non dimostrerà di fare sul serio. Ma nell'accordo non c'è una parola sul tema delle verifiche. Non un dettaglio considerando che l'intesa con l'Iran è stato denunciato da Washington proprio per questo. E' vero che i soldati Usa restano, ma non ci saranno più manovre congiunte con l'esercito di Seul. Una concessione simbolica. Ma è anche quello che Kim (e la Cina) hanno sempre chiesto. E che Washington prima non aveva mai concesso.