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IL COMMENTO

E meno male che c'è «La Gabbianella Fortunata»

di Cesare Pastarini -

14 giugno 2018, 18:09

Mi perdonate se cito un episodio accaduto a me? Al ritorno dallo spettacolo della rassegna teatrale «La Gabbianella Fortunata» al Teatro al Parco, sul tema «Storie della storia del nostro pianeta», in cui hanno recitato anche mia figlia e la sua classe di seconda media, in auto Carlotta mi ha detto: «A te dev’essere piaciuto, perché leggi e ascolti solo cose pese. E più peso di questo…» (questo era «Le supplici», tragedia di Eschilo).

Ne prendo atto: capisco che vedere sul mio comodino un libro che si intitola «L’infanzia nelle guerre del Novecento» non depone a mio favore. Comunque c’ha preso, lo spettacolo mi è piaciuto. E molto. Così come in realtà è piaciuto a mia figlia e a tutti i ragazzi che hanno recitato. Emozionati e felici. La rassegna della Gabbianella è nata con l’intento di sensibilizzare i giovani su argomenti che solitamente sentono distanti. Studentesse e studenti hanno interpretato i ruoli come professionisti, merito del loro impegno e di insegnanti che hanno dato l’anima (del tutto in maniera volontaria). «Un modo per recuperare la bellezza del nostro passato - ha commentato Franca Guerra, prof della Fra Salimbene -. Il riferimento alla cultura greca ha aiutato a riflettere su concetti molto attuali come ordine e armonia. Il percorso del laboratorio è stato significativo per le relazioni, per mettersi in gioco e calarsi nei panni degli altri in un mondo caotico».

Le rappresentazioni hanno riguardato l’immigrazione, la mafia, la condizione femminile, la libertà. Più in generale, i valori. Non che i valori siano scomparsi, sono solo velati da cellulari e da programmi tv oggettivamente involutivi. Allora, essendo i nostri figli bombardati quotidianamente da materiale poco utile alla loro crescita, ogni tanto non fa male mettere sull’altro piatto della bilancia qualcosa di diverso. Qualcosa di peso.