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PROVA SU STRADA

Peugeot 3008 1.6 BlueHDi, al volante del Suv del Leone

di Lorenzo Centenari -

14 giugno 2018, 14:52

In città, in autostrada, in tv. È un proliferare di Peugeot 3008: la vedi passare e si scatena l’invidia, fino a quando non ricordi che anche tu ne stai guidando un esemplare. L’Auto dell’Anno 2017 vende bene perché è innanzitutto stile «cool»: 3008 trova posto sulla copertina di una rivista di arte moderna, con quei dettagli a effetto seminati dappertutto (la calandra «lentigginosa», i fari posteriori ad artiglio leonino), così come sul piedistallo di una fiera della tecnologia. Il quadro strumenti digitale (i-Cockpit), il display touch a sbalzo da 8”, i pulsanti a centro plancia a mo’ di tasti pianoforte, infine la ecopelle che si alterna all’Alcantara e al metallo levigato.


A bordo si vive come signori, lo spazio non è eccezionale (largo e alto il tunnel) ma il comfort è da auto di lusso, insonorizzazione compresa. Il C-Suv francese coniuga l’immagine virile del crossover a dimensioni appena superiori a una compatta (4,45 metri), con la differenza che il bagagliaio rivaleggia semmai con una wagon (520 litri).

Al volante di 3008 1.6 BlueHDi (prezzi dai 25.250 della Access ai 32.350 della top di gamma GT Line), 120 Cv che galoppano in sordina, la marcia è fluida (morbido il manuale a 6 marce) e abbastanza potente
da non rimpiangere la cilindrata da 2 litri. Specie dopo aver letto i consumi, oltre 20 km/l.
Lamentiamo giusto l’assenza di comandi fisici per la climatizzazione, funzione da richiamare esclusivamente dal display a sfioramento: un po’ scomodo. Tutto il resto è design, meccanica, piacere di guida.