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EDITORIALE

A fare il puro troverai uno più puro che ti epura

di Michele Brambilla -

15 giugno 2018, 13:09

A fare il puro troverai uno  più puro che ti epura

L'inchiesta giudiziaria sulla costruzione del nuovo stadio della Roma non è una semplice inchiesta giudiziaria. E neppure è uno scandalo politico-giudiziario come tanti altri. È molto di più, in termini di significato simbolico, perché la forza politica più colpita da queste indagini della magistratura è il Movimento Cinque Stelle, ossia il partito - ormai possiamo chiamarlo così - che ha conquistato prima Roma (e Torino) e poi il governo nazionale soprattutto su uno slogan: «L'Italia è un Paese corrotto, ma noi siamo gli onesti». Proprio quello slogan - «Onestà! Onestà!» - fu gridato in piazza a Torino dopo la vittoria di Chiara Appendino, e fu uno slogan ingiusto, anzi barbaro, perché Torino era stata amministrata negli anni precedenti prima da Chiamparino e poi da Fassino, dei quali ciascuno può pensare ciò che vuole, anche che non siano stati buoni sindaci, ma nessuno può chiamarli disonesti.

Per questo l'inchiesta di Roma è importante: perché svela la menzogna di una propaganda che pretende di dividere il mondo in politici-sempre-corrotti e movimento-dei-cittadini-sempre-onesti. Certo va detto che anche sugli indagati di Roma vale la presunzione di innocenza. Giusto. Ma la propaganda grillina, per anni, questa presunzione l'ha negata: bastava un avviso di garanzia per chiedere le dimissioni. Ora tutto sembra girare, in una legge del contrappasso.