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IL DISCO

Sotto il segno di Venditti

di Michele Ceparano -

16 giugno 2018, 19:32

Quarant'anni e non sentirli. Tanti ne ha compiuti da poco uno dei dischi più interessanti di Antonello Venditti, “Sotto il segno dei pesci”. Un album, quello del cantautore romano (e romanista) destinato a un grande successo, non solo di pubblico, nonostante una partenza piuttosto in sordina, ma anche di critica. Alcuni dei brani del disco - a partire da quello che dà il titolo all'intero lavoro - entreranno nella leggenda della canzone d'autore italiana. Sesto disco in studio, registrato tra Roma e Londra e realizzato con la collaborazione di musicisti del calibro di Claudio Simonetti, tastierista dei Goblin, da “ Sotto il segno dei pesci” saranno pubblicati due 45 giri e l'album salirà addirittura al primo posto della hit parade. Merito, come detto, di brani che consacrarono Venditti, che già tre anni prima aveva scritto “Lilly” (in cui c'è “Penna a sfera”) - nel gotha della canzone d'autore. E un anno dopo uscirà “Buona domenica” che, oltre a fustigare i luoghi comuni del Belpaese, contiene perle come “Robin”.
Omaggio al suo segno zodiacale - l'artista è nato infatti l'8 marzo del 1949 -, la canzone “Sotto il segno dei pesci” fotografa una generazione senza certezze, in un momento di grandi tensioni sociali. Il disco esce infatti proprio l'8 marzo, giorno del compleanno del cantautore e solo 8 otto giorni più tardi le Brigate Rosse rapiranno Moro. Gli otto brani sono quasi tutti indimenticabili, a partire da “Francesco” scritta per De Gregori, suo vecchio compagno d'arte e di avventura, con cui Venditti fa anche il viaggio raccontato in “Bomba o non bomba”. Quest'ultimo brano è, assieme a “Il telegiornale” quello più politico, uno sguardo sulla situazione che si viveva e respirava a quei tempi. Molti dei personaggi della galleria di Venditti sono inoltre proprio in quest'album: c'è “Chen il cinese”, uno dei pezzi più dark ed enigmatici della produzione del cantautore romano, “Sara”, quella di “svegliati, è primavera”, e poi “Giulia”, che “ci sa fare”, che “è intelligente” ed è “qualcosa di più”. Autobiografia, segni zodiacali, amore, politica e Roma. Anche qui c'è tutto il mondo di Venditti. Che chiude con “L'uomo falco”, altro brano enigmatico e di grande presa. “Sotto il segno dei pesci” quarant'anni dopo si mantiene lirico e graffiante. Da ascoltare subito.