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EDITORIALE

Salvini dal Papa con Vangeli e rosario

di Vittorio Testa -

19 giugno 2018, 17:40

Comiziante in campagna elettorale, Matteo Salvini candidato premier aveva giurato sulla Costituzione, sui Vangeli e sul rosario, archiviando i riti leghisti della mistica bossiana che aveva fatto del Po il Gange della nazione padana. Ora il ministro dell’Interno, vicepresidente del Consiglio di soverchiante ruolo, annuncia che presto sarà ricevuto da Papa Francesco. Ovvio argomento principale sarà quello dei migranti: e Salvini si sta già allenando all’uso di un lessico rispettoso che si spera possa attecchire presso le falangi salviniane assai generose di sarcasmi e insulti per il Pontefice predicante la misericordia («Se li ospiti lui in Vaticano!»).Trattamento identico per il cardinale Ravasi, reo d’aver ricordato un versetto del Vangelo secondo Matteo sul cristiano dovere dell’accoglienza: «Ero straniero e non mi avete accolto». Piccato, Salvini ha sciorinato Vangeli e rosario; poi l’esercito dei suoi fans ha sommerso di improperi il porporato irridendone l’invito a «una purificazione della grammatica comunicativa, al formarsi di una ecologia linguistica».
Figurarsi il sollazzo del “vaffante” esercito del web. Ma adesso l’interesse è tutto per l’incontro tra il Pontefice e un ministro della Repubblica sempre munito di Vangeli e rosario. Nemmeno De Gasperi e Moro si erano mai azzardati all’esibizione di tanto fervore.
vittorio.testa@comesermail.it