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CALCIO

"Tentato illecito", deferiti Calaiò e il Parma. La società: "Accusa sconcertante"

Ceravolo non è deferito. A rischio la serie A: si riapre uno spiraglio per il Palermo? - Il Parma Calcio 1913 sottolinea di non aver ricevuto comunicazioni e rassicura i tifosi

20 giugno 2018, 13:35

Tentato illecito: è questa l’accusa che la il Procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro fa al Parma e a Calaiò per il caso degli sms inviati ai loro colleghi dello Spezia prima dell’ultima gara di campionato. Ne esce invece Ceravolo, che non è deferito. La Procura ha chiuso oggi le indagini, comunicando la violazione dell’art.7 agli interessati, aprendo così l’iter per il deferimento. In caso di sanzione, il Parma rischia la serie A. 
La Gazzetta dello Sport cita l'avviso di conclusione indagine. "Il Procuratore Federale - dice tra l'altro - ha concluso le indagini formulando le seguenti incolpazioni: Calaiò Emanuele, calciatore tesserato per la società Parma Calcio 1913 S.r.l., violazione dell’art. 7, commi 1 e 2, del C.G.S., per avere, prima della gara Spezia-Parma posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il risultato finale della gara suddetta, tentando di ottenere un minor impegno agonistico da parte dei calciatori dello Spezia Calcio, signori Filippo De Col e Claudio Terzi". Per il Procuratore federale, inoltre, la società deve rispondere "a titolo di responsabilità oggettiva".


 
La società definisce "sconcertante" l'accusa e rassicura i tifosi.

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L’inchiesta della Procura federale è partita da una segnalazione dello Spezia, riguardante due sms inviati dai giocatori del club emiliano Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo ai colleghi liguri, Filippo De Col e Alberto Masi.  I messaggi sarebbero stati inviati quattro giorni prima dell’incontro del 18 maggio Spezia-Parma finito 0-2 (in gol Ceravolo e Ciciretti), match che ha permesso alla squadra allenata da Roberto D’Aversa, complice il pari del Foggia a Frosinone, di conquistare la serie A.
Calaiò e Ceravolo sono stati ascoltati l’8 giugno a Roma dalla Procura Federale» della Figc, e così pure i due giocatori spezzini e due dirigenti del club ligure. Il Parma, subito dopo l’audizione dei suoi giocatori ha fatto sapere che ai due giocatori è stato "semplicemente chiesto conto di due messaggi di testo, inviati a loro ex compagni di squadra in forza allo Spezia. Il tenore dei testi di cui il Parma ha potuto prendere visione, non contiene alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati e come siamo certi verrà accertato anche dagli organi preposti".
L’eventuale sanzione sarebbe "afflittiva", da scontare nel campionato appena concluso, e il Parma potrebbe perdere la serie A. I crociati infatti dopo la vittoria esterna sullo Spezia raggiunsero in classifica i 72 punti alla pari con il Frosinone (Palermo a 71 punti). Grazie ai risultati più favorevoli negli scontri diretti, il Parma ha ottenuto la promozione in A, mentre Frosinone e Palermo sono andati ai play-off. Ecco perché in caso di penalizzazione sul torneo appena finito, la classifica verrebbe riformulata e potrebbero cambiare le carte in tavola, riaprendo le porte della Serie A anche al Palermo.

IL PARMA: "ACCUSA SCONCERTANTE. NON ABBIAMO RICEVUTO COMUNICAZIONI". Il Parma commenta l'accusa di "tentato illecito sportivo" (sul caso degli sms di Calaiò e Ceravolo) con un comunicato stampa in cui sottolinea di non aver ancora ricevuto alcuni tipo di comunicazione a riguardo. La società definisce "sconcertante" l'accusa e sottolinea che già in passato "ha dovuto sopportare danni di immagine notevoli in ordine ad accuse infamanti rivelatesi infondate, senza ricevere alcuna tutela". Il Parma rassicura i tifosi (la vicenda "non potrà che definirsi senza conseguenze per il Parma") e chiede loro di stare vicini alla squadra.
Leggi il comunicato stampa integrale del Parma Calcio 1913