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EDITORIALE

Dazi, i pericoli di una guerra commerciale globale

di Paolo Ferrandi -

20 giugno 2018, 16:51

Dazi, i pericoli  di una guerra commerciale globale

L’economia degli Stati Uniti galoppa. Nel primo quadrimestre è cresciuta del 2,3% e nel prossimo si pensa possa crescere del 3%. Frutto della riforma fiscale approvata l’anno scorso che ha tagliato in modo significativo le tasse, soprattutto alle imprese. Che questo sia sostenibile – in termini di aumento del disavanzo pubblico – è molto dubbio, ma per ora sta funzionando.

I dati economici premiano quindi Donald Trump che ha deciso di intraprendere una vera e propria crociata contro i principi del libero scambio. Prima facendo naufragare gli sforzi per raggiungere trattati multilaterali, poi cercando di imporre dazi punitivi. I fronti aperti sono molti. Ci sono contenziosi con i «vicini di casa», Canada e Messico, con gli alleati europei, con il Giappone e soprattutto con la Cina. Nessuno dei partner commerciali, però, finora si è piegato al diktat statunitense. E la guerra commerciale si sta ingigantendo sempre di più, anche se per adesso tutti hanno cercato di minimizzare i danni. Ma se Trump andrà avanti con la minaccia di tassare altri 200 miliardi di dollari di beni cinesi sarà difficile evitare una pericolosissima escalation.

«Comincionsi le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono», scriveva Niccolò Machiavelli nelle Istorie fiorentine. E probabilmente la massima è vera anche oggi.

pferrandi@gazzettadiparma.net