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ASSEMBLEA UPI

Figna: "Economia dinamica, ottimismo per il futuro". Annalisa Sassi alla presidenza

Si svolge l'assemblea degli industriali al «Paganini». Il presidente uscente ricorda Loris Borghi: "Ha dato forte impulso all'attività dell'Ateneo e alla collaborazione con le imprese". 

21 giugno 2018, 11:08

L’auditorium Paganini ospita la 73ª assemblea annuale dell’Unione parmense degli industriali. 
Dopo la parte privata riservata alle aziende, l'evento è iniziato dopo le 17 con l'inno nazionale e l'Inno alla gioia intonati da un coro. Il direttore ha annunciato l'inizio della parte pubblica, che si è aperta con un video che ha sottolineato l'importanza dell'Europa, dell'Italia nel contesto europeo e del sistema industriale del nostro Paese. 

Il presidente dell'Upi Alberto Figna, nell'ultima relazione del suo mandato, sottolinea: "Grazie allo sforzo coeso di imprese e lavoratori, siamo in una situazione economico migliore rispetto a quattro anni fa. Sappiamo però che la strada da percorrere è ancora lunga", in particolare in un'Italia divisa fra zone più dinamiche e altre, come al Sud, con alta disoccupazione. 
Figna rimarca come lo sviluppo della tecnologia incida su economia e lavoro. Il lavoro manuale segna una decisa contrazione: un milione di operai generici in meno dal 2008 al 2017, mentre aumentano le professioni tecnologiche e i servizi. 
Guardando al contesto internazionale, il presidente critica la scelta degli Stati Uniti di arrivare a un contesto di "guerra dei dazi", con una politica protezionista "non comprensibile e non legittima" nel momento in cui viene fatta "verso chi rispetta le stesse regole" degli States. E' importante avere "un'Europa unita, forte e coesa". Se l'Europa sarà ancora percepita come una struttura di burocrati, continueranno le critiche. Inoltre "grazie al processo di integrazione europea siamo più liberi, più sicuri, più benestanti e da 70 anni i popoli che vi aderiscono hanno allontanato da sé il pericolo della guerra".
Secondo Figna, guardare all'Italia come se fosse un'isola sarebbe un errore, da parte della politica: "Chiediamo alla politica di costruire una visione di medio-lungo termine. Lo diciamo a tutti, con spirito costruttivo". Al governo si chiede la riduzione del debito pubblico: il risanamento della finanza pubblica è una precondizione necessaria per avere la fiducia dei mercati. Per aiutare la crescita del Paese, inoltre, "occorre proseguire sulla strada delle riforme", "mettendo al centro la disoccupazione giovanile e la diseguaglianza sociale". "Anziché modificare la legge Fornero appare più ragionevole intervenire sugli oneri fiscali e contributivi che pesano sulla busta paga dei lavoratori", aggiunge Figna nel suo discorso, che al governo chiede di "liberare la forza della concorrenza ed eliminare la burocrazia che soffoca le imprese". Il presidente sottolinea la necessità di investire anche in infrastrutture, sull'esempio della Spagna, la cui economia sta crescendo. 

Positivi i risultati dell'economia di Parma. La produzione industriale è aumentata del 3% nel 2017, il fatturato del 3,7%. L'alimentare vede un aumento di produzione e fatturato in linea con il livello nazionale. Si nota dinamismo nel settore metalmeccanico, in espansione come gomma-plastica, chimico e farmaceutico. E' nato inoltre un "distretto" della cosmetica, in ascesa. Stazionari legno e vetro. Andamento contrastante per l'abbigliamento: bene l'export ma c'è stata una brusca frenata nel primo semestre dell'anno scorso. Le costruzioni, dopo tanti anni di crisi, vedono una ripresa, "seppur minima". Nei servizi crescono il fatturato e l'occupazione. C'è anche una "ritrovata dinamicità, soprattutto nell'export" di Parma e "una ripresa degli investimenti da parte delle nostre aziende". E per il futuro c'è ottimismo. 

Per quanto riguarda le infrastrutture a livello locale, Figna sottolinea "il valore e l'utilità della TiBre", che tra l'altro "avrebbe evitato il blocco dei collegamenti con la Lombardia" ora che il ponte di Colorno è chiuso. 
Il discorso tocca anche il tema della formazione, dall'istruzione tecnica per i giovani al Collegio europeo e la Scuola per l'Europa e la collaborazione con l'Università. Con quest'ultima ci sono importanti rapporti di collaborazione. Figna ricorda Loris Borghi: "Ha dato forte impulso all'attività dell'Ateneo e alla collaborazione con le nostre imprese". 
Il presidente uscente dell'Upi fa poi "una riflessione sulle nuove generazioni di imprenditori", che rispetto a quella precedente "operano in contesti più difficili e competitivi rispetto al passato". Figna rileva come "l'energia, le intuizione e la voglia di nuove sfide siano la migliore garanzia per il benessere di questa provincia" in futuro. 

Dopo il discorso, Alberto Figna ha annunciato la nuova presidente dell'Upi per il prossimo biennio: Annalisa Sassi, votata all'unanimità da 1.120 imprese aventi diritto. 

Questa elezione, ha detto la Sassi, "è un segnal di dinamismo e inclusività". Per questo biennio, la Sassi vuole andare nella direzione di "cogliere tutte le opportunità possibili per le nostre imprese. E' un periodo di cambiamenti radicali, ci si impone diimmaginare il futuro". E' importante "mantenere l'identità forte del nostro territorio", così come collaborare con le istituzioni locali. 

Il programma
A prendere la parola sarà il presidente Alberto Figna, che nella propria relazione annuale analizzerà gli andamenti e le situazioni che hanno caratterizzato l’economia nazionale e provinciale nel corso dell’anno passato e, giunto alla fine del suo mandato, traccerà anche un bilancio dei quattro anni alla guida dell’Upi. Figna si soffermerà, in particolare, sulle problematiche e sulle esigenze manifestate dagli imprenditori locali, i progetti intrapresi e i risultati conseguiti dall’associazione nell’intento di consolidare la crescita dell’economia parmense e fornire nuovi strumenti per rafforzare le imprese e il sistema territoriale all’interno della competizione nazionale e internazionale.
Dopodiché sarà la volta della tavola rotonda, in cui il giornalista del Sole 24 Ore Alessandro Graziani dialogherà sul tema «L’impatto dell’evoluzione del sistema creditizio sull’economia italiana» con alcuni dei protagonisti della scena bancaria italiana: Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana, Giampiero Maioli, responsabile di Crédit Agricole in Italia e Gianni Franco Papa, direttore generale di Unicredit.
Le conclusioni saranno poi affidate al presidente di Confindustria Emilia Romagna Pietro Ferrari.