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EDITORIALE

Contro il Parma il più assurdo dei processi

di Michele Brambilla -

22 giugno 2018, 15:29

Contro il Parma il più assurdo dei processi

Ha del surreale la vicenda che porterà il Parma Calcio davanti a un tribunale sportivo per rispondere di tentato illecito: accusa per la quale i crociati rischiano di vedersi sottrarre la promozione in serie A che si sono meritati sul campo.
Perché surreale? Da un punto di vista della giustizia sportiva, non lo è: anzi, è tutto coerente. Ma forse è proprio la giustizia sportiva ad essere surreale. Che il Parma non abbia “comprato” la vittoria decisiva, quella contro lo Spezia, è pacifico: non lo dubita nessuno. I giocatori spezzini destinatari degli sms di Calaiò avevano avvisato subito i giudici, i quali giudici hanno poi assistito alla partita verificandone la regolarità. Ma, e qui sta il primo assurdo, la giustizia sportiva non distingue tra illecito e tentativo di illecito.
Ma davvero c'è stato, poi, un tentativo di illecito? Nessuna persona dotata di un minimo di ragione può pensare che, per corrompere un avversario, gli si mandi un sms, cioè si lasci una traccia. Si comprano così le partite? Il solo ipotizzare una cosa simile è la seconda assurdità.
La terza è il deferimento della società per “responsabilità oggettiva”. Altra assurdità della giustizia sportiva. Su Calaiò, e sui suoi sms sciagurati, è meglio che non ci esprimiamo. Ma che cosa c'entri il Parma, è incomprensibile. Che Eupalla (il Dio del calcio di Gianni Brera) metta una mano sulla coscienza dei giudici.