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MODEL YEAR 19

Motori, look, tecnologia: così Jeep rinnova Renegade

Il brand di Fca vola e la «piccola» di casa si rifà il trucco. Debuttano i motori turbo benzina 1.0 e 1.3. A metà luglio, listino da 22.000 euro

di Aldo Tagliaferro -

25 giugno 2018, 23:09

Da brand di nicchia, buono per sventolare lo spirito yankee, a marchio globale capace di volare nel giro di 5 anni da 730mila a quasi 2 milioni di auto vendute. Jeep oggi è questo, non per niente nel portafoglio Fca è il brand con più appeal su scala mondiale. La crescita è impetuosa anche alle nostre latitudini: in Italia dal 2013 la crescita è di 14 volte (!) e la quota di mercato è del 5%, roba da generalisti!
Tra i 5 modelli Jeep sul mercato (destinati a diventare 8 entro il 2022 con l'arrivo anche di versioni ibride plug-in) quello più fresco, popolare - e perché no, abbordabile - è senz'altro Renegade capace nel 2014 di riscrivere il paradigma dei Suv compatti.
Dopo gli aggiornamenti del 2017 e l'evoluzione lo scorso inverno in termini di connettività, a metà luglio arriva nelle concessionarie (festeggiato dai Renegade Days che mando in soffita il «vecchio» porte aperte) il pesante restyling del model year 2019. Tre le novità di rilievo: i motori, il design e la sicurezza.

DOWNSIZING
Partiamo da quello che c'è sotto il cofano perché Renegade porta al debutto due nuove unità turbo benzina. Il 1.0 3 cilindri da 120 Cv e il 1.3 4 cilindri da 150 o 180 Cv (già Euro6d) segnano nuovi standard tra i propulsori compatti: iniezione diretta, lega di alluminio per alleggerire il peso, grande efficienza termica che si traduce in consumi contenuti, sistema MultiAir 3. Insomma, il trionfo del downsizing. Li abbiamo provati entrambi: in comune hanno la bassissima rumorosità (perfino il 3 cilindri «frulla» poco), il 1.3 ovviamente si fa preferire per l'ottimo spunto sorpattutto sopra i 3mila giri. Per gli amanti del gasolio, i Multijet II 1.6 (120 Cv) e 2.0 (140 o 170 Cv) sono stati ulteriormente raffinati.
Promossi sia il cambio manuale a 6 marce - morbido e preciso - con il 1.0, sia l'automatico a 9 rapporti con il 1.3, entrambi con trazione anteriore.
Per i duri e puri c'è il 4x4 (e i cavalli del 1.3 diventano 180). A proposito, abbiamo testato in un percorso stile Camel Trophy la versione Trailhawk, insieme cattiva echic nel giallo d'ordinanza. Sospensioni a ruote indipendenti e Selec-Terrain garantiscono sempre la trazione adeguata anche in situazioni estreme. Lo spirito Wrangler è intatto...

MUSO WRANGLER
Capitolo design: qualche ritocco di metà vita, come impone il galateo: luci a Led dietro, cerchi nuovi (anche da 19”: belli), una versione ricchissima in più, la Limited S, ma soprattutto un'evoluzione netta nel frontale, ora con più carattere e più simile all'icona Wrangler: cambia la parte inferiore che ingloba i fendinebbia, nuovo look per l'immancabile griglia e nuovi fari con luci diurne full Led (a richiesta).
Infine la tecnologia: fra dotazioni di serie e optional c'è davvero di tutto, dalla frenata d'emergenza al cruise control adattivo. Tutta tecnologia davvero «user frindly» così come il veloce sistema Uconnect.
Il prezzo? Per ora si sa quello di attaco: 22mila euro, più o meno in linea con l'attuale Renegade.