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EDITORIALE

Vitalizi? Intervento simbolico ma giustificato

di Paolo Ferrandi -

29 giugno 2018, 17:45

Vitalizi? Intervento simbolico ma giustificato

Dopo anni di contrapposizioni tra Palazzo e Gente, Casta e Popolo - tutte parole con le maiuscole perché da una parte c'è il Bene e dall'altra il Male - non è facile farsi un'idea non ideologica della questione dei vitalizi, cioè delle pensioni, estremamente generose rispetto ai contributi versati, di deputati e senatori.
Prima di tutto c'è da fare una precisazione: i vitalizi non ci sono più. Sono stati aboliti nel 2012, ma quelli già assegnati non sono stati ancora ancora toccati. E di questo si tratta: un problema rilevante, ma che vale solo per il passato. Le stime fatte dal presidente della Camera, Roberto Fico, parlano di un risparmio di 40 milioni di euro all'anno che sembrano tanti, ma in realtà sono solo una goccia nel mare dei costi della nostra previdenza. Detto questo, e constatato che il provvedimento ha una forte valenza simbolica e scarsi effetti pratici, è giusto intervenire su chi ha rivestito una carica così importante. Quando si chiedono sacrifici - e la riforma delle pensioni è molto pesante per tutti gli italiani - è giusto dare l'esempio.
Resta però un dubbio: l'idea di agire per via amministrativa è veloce ma può dare la stura a infiniti ricorsi. E' davvero la scelta giusta? E poi c'è una domanda che, come un tarlo, ti si insinua nella mente. E se dopo i vitalizi si decidesse di intervenire su tutte le pensioni calcolate con il retributivo? Saremmo tutti d'accordo?