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EDITORIALE

Germania: un accordo sull'orlo del baratro

di Paolo Ferrandi -

03 luglio 2018, 15:05

Germania: un accordo sull'orlo del baratro

L'«Union», la «Unione» tra i cristiano democratici della Cdu e i cristiano sociali bavaresi della Csu dura - tranne una brevissima parentesi dal 19 novembre al 12 dicembre 1976 - dal 1949, cioè dalle prime elezioni federali in un Paese devastato dalla sconfitta nella seconda guerra mondiale. Il primo capogruppo degli «Unionsparteien», «i partiti dell'Unione», fu Konrad Adenauer, il padre della Germania come la conosciamo ora.
Questo per dire che quella tra i due partiti popolari non è un'alleanza di comodo, ma un rapporto simbiotico, quasi da gemelli siamesi: la Csu - più conservatrice e cattolica - si occupa della Baviera e la Cdu - più aperta e protestante - del resto della Germania.
Ma l'Unione ora scricchiola per colpa del duello tra la «Bundeskanzlerin», Angela Merkel (Cdu), e il suo ministro dell'Interno, Horst Seehofer (Csu). Un duello nato dal problema del respingimento dei migranti verso i Paesi di prima accoglienza, che presto è finito fuori controllo e che rischiava di precipitare l'alleanza nel baratro.
Ma alla fine proprio le ragioni dell'Unione hanno raddrizzato il piano inclinato sul quale la Cancelliera e il suo ministro dell'Interno avevano messo il dibattito e, in extremis, è stato raggiunto un accordo che dovrebbe salvare la faccia dell'esponente della Csu. Anche se ormai è chiaro che tra la Merkel e Seehofer nulla sarà più come prima.
pferrandi@gazzettadiparma.net