Sei in Archivio

IL TEST

Peugeot: 508, il ritorno della berlina e (finalmente) dell'emozione

Il Leone sfodera una fastback 5 porte di grande personalità sia dentro che fuori. Arriverà in ottobre, listino da 30.000 euro

di Lorenzo Centenari -

03 luglio 2018, 23:07

Peugeot: 508, il ritorno della berlina e (finalmente) dell'emozione

Imbottiti di Suv in ogni salsa, finalmente l’intervallo tra una portata e l’altra. Il Leone si ricorda di saperci fare anche con le berline, e con 508 di seconda generazione la sua criniera torna a riflettere luce naturale (tradizione) e non artificiale (moda). L’architettura a tre volumi ha perso slancio in tutta Europa, Peugeot declina perciò la carrozzeria sedan in chiave «fastback», 5 porte e un vago profilo da coupé. Il primo impatto è emozionante: nuova 508 (in vendita da ottobre) si accorcia (-8 cm) e si abbassa (-6 cm), in compenso si allarga (+3 cm) e rafforza così l’idea di movimento esplosivo.

«EAU DE PEUGEOT»

«Zanne» a Led all’anteriore e «graffi» felini al retrotreno disegnano gruppi ottici originali e adornano una silhouette di rara armonia, una scultura che rapisce per il cofano pettoruto con il logo «508» sulla punta, il profilo arcuato del tettuccio e i vetri privi di cornice, infine un posteriore tonico attraversato in orizzontale da una fascetta nero lucido che fa molto Mustang. Saliamo a bordo e respiriamo «Eau de Peugeot» un po’ dappertutto: dal classico i-Cockpit con volante a raggio «mini» impiantonato un po’ più in basso della media e quadro strumenti digitale, al display centrale da 8” (da 10” e in HD dall’allestimento Allure) dall’interfaccia a sfioramento, ma associato anche alla elegante tastiera pianoforte («toggle switch») dalla quale richiamare le funzioni principali come radio, clima, app, navigazione 3D, Full Park Assist e via discorrendo. Spazio sufficiente anche per cinque adulti, il bagagliaio (487 litri) pareggia a sua volta standard da famiglia.

IL POWERTRAIN

La rosa motori è eterogenea sin dal lancio (a proposito, prezzi a partire da 30.350 euro), col 1.6 PureTech turbo benzina da 180 o 225 Cv a fare da pendant ai due 4 cilindri a gasolio, il solito 2.0 BlueHDi da 160 o 180 Cv e il nuovissimo 1.5 BlueHDi da 130 Cv. L’unico a potersi abbinare alla trasmissione manuale a 6 rapporti. Per 2.000 euro di differenza, non ci sembra il caso tuttavia di sacrificare il preciso automatico a 8 rapporti, intelligente nella selezione delle marce, più adatto anche a mettere in risalto la maggiore coppia del diesel rispetto alle pur più potenti alternative a benzina. Già, per la guida ordinaria la 508 è più versatile se alimentata a gasolio, tanto più che i consumi sono paragonabili a quelli di un’utilitaria.

Quanto, invece, al gusto di portarla tra le curve, la piattaforma EMP2 (più leggera di 70 kg rispetto alla prima edizione) trasmette, col retrotreno a bracci multipli e le sospensioni a smorzamento variabile pilotato (optional), l’illusione di guidare una vettura assai più brevilinea, che non un’auto di segmento D. Piatta, diretta, sensibile, ma anche ben ammortizzata. Piccola nota di patriottismo: in termini di feeling, l’Alfa Giulia resta un grado sopra. Al di là di stile e qualità costruttiva, altra materia nella quale 508 riceve la lode è infine l’elettronica di sicurezza: Lane Positioning Assist (tiene l’auto in traiettoria), Night Vision (telecamera a infrarossi) e Active Safety Brake anti pedoni e ciclisti sono solo i più evoluti, tra i numerosi «ADAS» che sorvegliano la marcia diurna e notturna. A breve la SW, ancor più pratica. Ma per sensualità, è berlina la 508 da copertina.