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la lettera

Parma-Brescia, cronaca di un ordinario (e disastroso) giorno da pendolare

05 luglio 2018, 17:13

Parma-Brescia, cronaca di un ordinario (e disastroso) giorno da pendolare

La lettera inviata quasi in diretta da Massimo, pendolare sulla Parma-Brescia.

"Casalmaggiore, ore 6.00, suona la sveglia, da quasi un anno da quando il ponte tra Casalmaggiore e Colorno è stato chiuso, in anticipo rispetto a quando era aperto. Ci sia alza, ci si lava, si fa colazione, si fa fare un giro al cane, si da mangiare ai gatti, si sale in macchina per arrivare alla 7.10 alla stazione ferroviaria, parcheggiare…. Anche questa semplice azione all’inizio era difficile, complicata per la mancanza di posti macchina e per le multe con le quali il Comune ha pensato bene di fare un po’ di cassa e di sanzionarci ulteriormente. Adesso abbiamo “colonizzato” l’area privata adiacente e la situazione non presenta grossi problemi.
La stazione è diventata un luogo o un “non luogo” ormai familiare, i volti, le espressioni sono sempre le stesse, tra il rassegnato, lo stanco e il divertito, si porta pazienza, tanta, ci si adatta e si accetta (per quanto ancora?). Si gioca al toto-treno: arriverà o non arriverà, si fanno scommesse su quanto ritardo avrà oggi, si apriranno le porte (si, succede che non riesci a salire perché le porte non si aprono!) e quante carrozze ci saranno? Di sicuro sarà sempre lo stesso, scalcinato, inquinante essendo diesel, sporco e puzzolente, vecchio… sopra ci sono sedimentati e stratificati i segni ormai indelebili, mai stati cancellati, di tutta la varia umanità che ci è passata sopra, ed è tanta visto che le carrozze o la carrozza (termine alquanto appropriato!) ha almeno 40 anni!
Da giugno con la chiusura delle scuole Trenord ha ovviamente pensato che i lavoratori e gli studenti universitari non lavorino o non studino più, quindi le carrozze sono passate da 4 o 5 (faticosamente ottenute dopo giorni e giorni di “viaggi della speranza”) a 1!!! In molti perdiamo la scommessa fatta con il vicino di sventura dicendo che non è possibile che ancora arrivi la monocarrozza, avranno capito che non è sostenibile una tale situazione, vedrai…. Invece la realtà supera la fantasia…. Almeno 100 persone cercano di salirci sopra, la monocarrozza è già piena, ci stipiamo come sardine (per non fare paragoni con situazioni di deportazioni di massa). Il vicino che era con te a terra adesso è molto “vicino” e con lui altre persone, riesci a scorgergli dettagli che forse non avresti mai conosciuto, ci si stringe sempre di più perché ci sono alcune persone che non riescono a salire, il caldo, la rabbia, lo sconforto e la rassegnazione salgono.
Ma perché, perché, perché? Dobbiamo espiare colpe di cui non siamo a conoscenza? Pretendere delle risposte è forse chiedere troppo? Ci sono dei responsabili di tutto ciò? Cosa possiamo fare?
Domande a cui qualcuno ha il dovere di rispondere.
Tutto questo è assurdo, surreale e non più accettabile in un paese che si dice civile.
Domani comunque alle 6.00 la sveglia suonerà ancora e la storia si ripeterà".