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Peugeot, debutta Rifter. E non chiamatelo van...

di Lorenzo Centenari -

09 luglio 2018, 12:46

Peugeot, debutta Rifter. E non chiamatelo van...

Non chiamatelo «van», e non solo per quello stile che richiama (guarda caso) il mondo dei moderni sport utility. Col predecessore Partner Tepee, Peugeot Rifter non ha molto da spartire. Nasce infatti sulla piattaforma EMP2, la medesima sfruttata per 3008 e 5008. Ecco perché la guida è molto più automobilistica, che non da multispazio commerciale in senso classico. Non bastassero le proprietà del telaio (anche in off-road, vista l’altezza da terra di 18 cm e l’Advanced Grip Control), il caratteristico i-Cockpit con volante a raggio stretto, quadro strumenti più in basso del solito e touch screen per le funzioni di infotainment amplificano il piacere di marciare anche fuori città. E che chicca, il mantenimento di corsia.

Il Rifter resta tuttavia principalmente un mezzo di servizio estremamente razionale: spazio a volontà, sia nella versione standard (4,40 metri di lunghezza e capacità di carico fino a 3.500 litri), sia nella variante a passo lungo e a 7 posti, 4,75 metri e 4 metri cubi tondi tondi di volume disponibile. Per non parlare delle varie soluzioni portaoggetti disseminate un po’ dappertutto: davanti al passeggero anteriore si apre un vano da 186 litri, mentre le tasche laterali ospitano ciascuna un notebook da 15”.

Da vettura «civile» anche la gamma motori: 1.2 PureTech 110 Cv a benzina, 1.5 BlueHDi 75, 100 e 130 Cv (associabile anche a trasmissione automatica EAT8) lato gasolio. Tre allestimenti progressivi: Active, Allure e GT Line. Prezzi (da settembre) da 21.550 euro a 29.050 euro.