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la lettera

Una prof del Giordani: "Ho pianto per i miei alunni umiliati alla Maturità"

09 luglio 2018, 12:16

Una prof del Giordani:

Si definisce "Orgogliosamente docente del Giordani di Parma", Fabrizia Mariconda, che nell'istituto professionale insegna Lingua e civiltà straniera francese. E' lei che racconta in una lettera accorata le lacrime amarissime versate per i suoi studenti in occasione degli esami di maturità.

"Ho pianto per i miei alunni, realmente.

Ho dimostrato la mia debolezza dovuta all’affetto che nutro per loro.

Ho pianto per la rabbia di vederli massacrare da Commissari che non hanno esperienza di Professionali o che l’hanno dimenticata.

Ho pianto per gli alunni perché ho visto distruggere l’autostima che questi ragazzi hanno faticato a raggiungere.

Ho pianto perché non si è tenuto conto né dei risultati ottenuti alla fine di un percorso di studi e di vita né degli sforzi fatti per arrivare ad essere quello che sono: dei bravi ragazzi.

Ho pianto per aver visto che i loro approfondimenti non sono stati minimamente tenuti in considerazione, a giustificazione di ciò, la solita frase: hanno copiato da Internet. E’ vero, si sono informati sulla Rete, dove altro avrebbero potuto documentarsi? Hanno copiato, nel senso che hanno preso informazioni, ma le hanno messe assieme in base al loro progetto, all’argomento che avevano deciso di trattare. Questo significa copiare con cognizione di causa, non scopiazzare!

Ebbene, sono stati ascoltati solo da tre Commissari su sette componenti della Commissione. Evidentemente la loro attenzione era rivolta ad altro!

Non sono stati ascoltati, anzi sono stati interrotti, anche quando hanno voluto approfondire l’Alternanza Scuola/Lavoro, eppure parlo di una classe che ha vinto dei premi per il lavoro svolto, classe in cui tutti hanno ricevuto valutazioni distinto/ottimo per i loro periodi di stage.

Per alleviare il mio rammarico, mi si dice: è un esame poco significativo per gli studenti dei Professionali; rispondo: certo che è poco significativo, cosa si crede che questi ragazzi sappiano di “otium” e “tedium”, nella particolare interpretazione di Seneca, questi alunni non studiano né latino né filosofia, hanno scelto il Professionale!

Per finire, ho pianto anche perché la mia professionalità di docente è stata calpestata; già, io sono una docente di serie B: insegno in un Professionale!

Cari colleghi di altri indirizzi, vi invito tutti a venire a vedere, constatare, toccare con mano ciò che facciamo in cinque anni di scuola, perché questi ragazzi conquistino una curiosità delle cose, abbiano una visione critica della realtà, smettano di sentirsi delle “nullità”, possano avere, seppur piccola, una chiave di interpretazione dei fatti della vita.

Ho pianto per tutto questo".