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Traversetolo

Circolo Rondine: è polemica sulla gestione

L'accusa di un ex socio Arci: «Scarsa trasparenza e mancanza di democraticità». L'ex presidente Coruzzi: «Attacco strumentale. Siamo in difficoltà, ma è tutto in regola»

di Bianca Maria Sarti -

14 luglio 2018, 20:22

Circolo Rondine: è polemica sulla gestione

TRAVERSETOLO - C’è tensione al circolo Arci «La Rondine» di Traversetolo. Dopo le recenti elezioni che hanno espresso un nuovo direttivo, un ex iscritto, Giovanni Majavacchi, ha deciso di sollevare pubblicamente alcuni dubbi circa la trasparenza e la democraticità della gestione del circolo. «Nel giorno in cui era convocata l’assemblea per le elezioni del nuovo direttivo – ha spiegato Majavacchi – mi sono presentato al circolo in piazza Fanfulla per fare diverse richieste di chiarimento, ma non ho ricevuto risposta, così ho deciso di rivolgermi alla Gazzetta di Parma».

Lo scorso anno il circolo aveva vissuto un momento di difficoltà: lo storico presidente dimissionario Danilo Coruzzi aveva fatto appello alla cittadinanza per cercare nuovi volontari che lo affiancassero nella gestione de «La Rondine». Ma per Majavacchi restano molti aspetti da chiarire: «Sono sempre stato un iscritto, fino al 2017 – dice –, ora mi chiedo: c’è ancora democrazia a “La Rondine”? Contesto principalmente tre aspetti. Il primo riguarda il nuovo direttivo, che è stato eletto mentre il vecchio era ancora in carica, senza nessun atto di dimissioni. Il secondo aspetto riguarda il tesseramento, che normalmente viene effettuato da settembre alla fine dell’anno, mentre quest’anno è stato riaperto in primavera per consentire l’ingresso di nuovi soci che hanno votato il direttivo: non è regolare. Infine l’aspetto più grave riguarda la mancanza di trasparenza negli atti di gestione amministrativa dell’associazione. Ad esempio, chi ha guidato provvisoriamente il circolo tra il vecchio e il nuovo direttivo aveva i titoli per farlo? Perché non sono mai stati esposti i bilanci del circolo? Mi chiedo se il Comune intenda effettuare controlli».

Per l’anima storica del circolo, Danilo Coruzzi, si tratta di un «attacco strumentale, molto offensivo». L’ex presidente Coruzzi oggi siede nel nuovo direttivo, da poco insediato, che deve ancora nominare il nuovo presidente. «Il 2017 è stato l’anno più difficile della storia del circolo – ha replicato Coruzzi –, la forza lavoro è calata drasticamente, specie dopo la morte di mia moglie. Anche io mi sono ammalato e ho fatto un appello sulla Gazzetta per chiedere aiuto nel mantenere il circolo aperto, dato che i soci hanno molti problemi legati alla salute e all’età. Il vecchio direttivo non si è mai fatto vivo, li consideriamo decaduti per assenza. Ho delegato formalmente Gino Bajoli affinché portasse avanti il circolo, cercando nuove leve: purtroppo la chiusura del circolo è stata inevitabile per oltre due mesi. Nel frattempo sono entrati nuovi soci: il tesseramento si fa quando possibile, specie di fronte all’emergenza di un circolo chiuso».

Il 28 giugno si è riunita l’assemblea composta da 47 iscritti e ha eletto un nuovo direttivo: tutti volti nuovi, tranne due confermati, Danilo Coruzzi e Franco Saccardi. I bilanci? «Ci sono perché tutti i nostri pagamenti avvengono tramite la banca – assicura Coruzzi – e vengono mostrati annualmente ai soci iscritti. Ogni ulteriore richiesta può essere inoltrata al presidente provinciale dell’Arci Massimo Iotti e al segretario Bruno Delmonte».

Come si muoveranno ora? «Non siamo preoccupati per queste accuse, anche se ci riserviamo di prendere i provvedimenti del caso. La priorità è riaprire il circolo, se non ci riusciremo i soldi in cassa saranno devoluti al Centro oncologico di Parma e in beneficenza».