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politica

Parma 5 Stelle: "Sull'inceneritore Pizzarotti piange lacrime di coccodrillo"

"Avrebbe dovuto fare di tutto per fermarlo"

15 luglio 2018, 18:09

Parma 5 Stelle:

"L’immagine del rettile con la pancia piena e l’occhio lacrimoso ci è venuta spontanea quando abbiamo letto sui quotidiani locali le dichiarazioni del sindaco Pizzarotti, che si è dichiarato contrario al superamento del limite di 130mila tonnellate bruciate all’anno dall’inceneritore di Ugozzolo". A definire "lacrime di coccodrillo" quelle del primo cittadino è Parma 5 Stelle.

 

"Una presa di posizione obbligata, quella del sindaco, ma anche tardiva e imbarazzata - scrivono i rappresentanti parmigiani del Movimento -. Dopo la lunga serie di personalità rappresentative della società civile della città, come i Barilla, il rettore dell'università di Parma Paolo Andrei, il vescovo Enrico Solmi, l'Unione Industriali, che hanno preso decisamente posizione contro il potenziamento dell’inceneritore, anche Pizzarotti si “adegua” unendosi al coro. Ma lo fa da par suo dando un colpo al cerchio e uno alla botte e sostenendo la tesi della irresponsabilità del Comune nella vicenda. Intendiamoci, il Comune effettivamente non ha potere decisionale, in quanto la sua partecipazione in  IREN Spa è di azionista minore e l’altro organo decisionale è la Regione e non l’amministrazione comunale di Parma. Ma questo il sindaco Pizzarotti lo sapeva dal principio".

 E continuano, dutramente: "L'accordo scaduto il 30 giugno scorso che limita la capacità dell'impianto di Ugozzolo a 130mila tonnellate annuali è solo una foglia di fico, per oscurare la verità inammissibile, e cioè che il 'forno' di Parma è di ultima generazione, quindi resterà l'unico a bruciare i rifiuti della regione e di altre province interregionali. Infatti anche lo scorso anno la Regione aveva chiesto una deroga a 170mila tonnellate, in barba agli accordi presi.  È sotto gli occhi di tutti che incenerimento e gestione virtuosa dei rifiuti sono antitetici perché è ovvio che per ammortizzare i costi imponenti di costruzione di un inceneritore deve essere garantita per decine di anni una congrua quantità di rifiuti da bruciare. Il forno insomma è sostanzialmente una macchina da soldi, e un'azienda privata pensa prima di tutto ai propri interessi finanziari. La politica invece dovrebbe occuparsi della salute e del benessere dei cittadini, nella speranza che Parma, oltre ad essere 'Capitale della cultura' non diventi anche 'Capitale dell'inquinamento'.

 Fermo restando le pesantissime responsabilità della giunta regionale Bonaccini, che sembra più legata agli interessi della multiutility che a quelli della difesa della salute dei cittadini, dobbiamo però sottolineare anche quelle del Comune di Parma, che oggi piange lacrime di coccodrillo ma che all’epoca non condusse fino in fondo la battaglia per bloccare l’impianto, costasse quel che costasse (anche in termine di penali). Ecco perché aveva ragione Grillo, quando nell'ormai storico 'Dies Iren', aveva detto dal palco di piazza della Salute che l'inceneritore a Parma non si sarebbe mai dovuto fare".