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BERGAMO

"Mi costrinse a prendere il Viagra", bufera su padre Zanotti

Accuse al fondatore della comunità «Oasi 7». Agli atti filmini e foto hard

18 luglio 2018, 00:15

 Sarà la procura di Bergamo ad indagare in relazione a presunti abusi sessuali compiuti da padre Antonio Zanotti, fondatore della comunità «Oasi 7» di Antegnate, ai danni di uno straniero ospite della struttura. Di questa vicenda ne scrive oggi il Corriere della Sera. «Abbiamo depositato le denunce in tutte le sedi competenti», si limita a commentare l’avvocato Laura Sgrò, difensore della presunta vittima. All’attenzione degli inquirenti si sarebbero anche alcuni filmini e foto hard. La documentazione è stata messa a disposizione anche del Vaticano. Al momento in Procura a Roma non risultano denunce ma nel caso, in base a quanto si apprende, l'incartamento sarà trasmesso per competenza territoriale alla procura lombarda.

«No comment, non sappiamo niente». E' il secco commento telefonico dalla comunità 'Oasi 7' di Antegnate alla richiesta di informazioni sul caso del fondatore padre Antonio Zanotti, accusato di presunti abusi sessuali da un ex ospite della comunità bergamasca.
Sul profilo Facebook personale del frate l’ultimo post pubblico risale a due giorni fa. E’ la foto di un panorama montano, accompagnato dalla scritta: «Lasciatemi danzare nell’infinito silenzio e pace delle cime. Dio mi è vicino con una mano da madre che consola. Intanto posso mandare una benedizione a tutti perchè possiate respirare il divino che c'è in voi e vi guarisca». Non esiste invece una pagina ufficiale della comunità.
Sul fronte politico si registra l’attacco di Daniele Belotti, parlamentare bergamasco della Lega: «Non so se siano vere queste pesantissime accuse, so però che la coop Rinnovamento ha riempito la Bassa bergamasca di finti profughi riempiendosi le tasche di lauti guadagni».

«In attesa degli esiti delle indagini vogliamo esprimere la vicinanza alle persone coinvolte nella vicenda, mentre da parte nostra assicuriamo che sono già state avviate le procedure canoniche richieste in questi casi». Così, in un comunicato, la curia provinciale dei frati minori commenta i fatti contestati «al nostro confratello fra Antonio Zanotti, che ci giungono inaspettati».
Nella loro nota, i frati precisano che «il ruolo di assistente spirituale all’interno della «Cooperativa Rinnovamento» e delle realtà ad essa legate è stato svolto da fra Antonio a titolo personale e che, per questo, risiedeva da più di trent'anni al di fuori delle nostre comunità conventuali». Per questo «preghiamo le agenzie di informazione di non interpellare i singoli frati della Provincia che non possono fornire informazioni, essendo totalmente estranei alla vicenda. Confidiamo che - conclude la nota - la magistratura e gli organi competenti giungano quanto prima a far luce sulla verità dei fatti».

Il francescano padre Zanotti, di Spirano, nella Bassa bergamasca, 71 anni, è il fondatore di una rete di comunità tra cui la 'Rinnovamentò di Antegnate, per l’ospitalità di giovani con problemi di tossicodipendenza ma anche profughi, in particolare a seguito dell’emergenza dei migranti del 2016. Quell'anno nella zona orientale della pianura bergamasca i profughi erano 489 su un totale di 554 richiedenti asilo presenti in tutta la Bassa bergamasca e molti di loro - precisamente 335 - erano ospiti proprio in comunità legate a 'Oasi 7', che aveva preso parte ai relativi bandi di assegnazione della gestione dei profughi.

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