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Processo Figc: il procuratore chiede 15 punti di penalizzazione per il Chievo

Il Tribunale Federale nazionale è chiamato ad esprimersi su accuse su plusvalenze fittizie

17 luglio 2018, 19:47

Processo Figc: il procuratore chiede 15 punti di penalizzazione per il Chievo

La Procura della Figc guidata da Giuseppe Pecoraro ha chiesto una dura penalizzazione per il Chievo, con la conseguente retrocessione in serie B: quindici punti, da scontare nella stagione 2017-18, ovvero con valore afflittivo. Se la richiesta avanzata al Tribunale federale nazionale nel processo per le plusvalenze fittizie, che vede coinvolto anche il Cesena, fosse accolta porterebbe il Chievo alla retrocessione in serie B: i veneti avevano chiuso il campionato con 5 punti di vantaggio sull'ultima delle retrocesse, cioè il Crotone. 

CROTONE ED ENTELLA AMMESSE AL PROCESSO. Crotone ed Entella sono state ammesse come parti interessate nel processo che si sta tenendo a Roma davanti al Tribunale federale nazionale della Figc presieduto da Roberto Proietti chiamato a giudicare la posizione di Chievo e Cesena deferite per presunte plusvalenze fittizie. Il presidente dei veneti, Luca Campedelli, ha inoltre chiesto di essere ascoltato. Il dibattimento ha subito una breve pausa e alla ripresa sono attese le richieste da parte della Procura federale. 

IL LEGALE DEL CHIEVO: "PROCESSO INFONDATO". «Mi aspettavo una richiesta pesante da parte dalla Procura della Figc perchè di solito quando si ha torto si fanno sempre richieste pesanti per suggestionare i tribunali. Più la richiesta è pesante e più è debole la proposta di deferimento». Così Marco De Luca, legale del Chievo, commenta i 15 punti di penalizzazione chiesti dalla procura Figc nei confronti del club veneto per le presunte plusvalenze fittizie nel processo davanti al Tribunale federale nazionale. Se accolta, la richiesta comporterebbe la retrocessione del Chievo in serie B.
«E' un deferimento fragilissimo che contiene errori marchiani anche nei numeri. Sono abbastanza fiducioso che gli errori commessi in sede procedurale vengano sanzionati anche duramente», ha sottolineato il legale, sostenendo che «la procura si è rifiutata per due volte di ascoltare il presidente Campedelli e quindi l’improcedibilità sta nei fatti. E’ un deferimento completamente infondato e non possiamo non essere fiduciosi».