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il caso

La folle guerra dell'Onu al Parmigiano: il commento

di Claudio Rinaldi -

18 luglio 2018, 15:24

La folle guerra dell'Onu al Parmigiano: il commento

L’ente che deve (dovrebbe) garantire la pace nel mondo minaccia di dichiarare guerra al made in Italy. Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è. D’intesa con l’Organizzazione mondiale della sanità, le Nazioni unite si sono prefisse l’obiettivo di ridurre di un terzo entro il 2030 le morti per diabete, cancro, malattie cardiovascolari. Giusto, encomiabile. Il problema è la strada individuata: mettere sotto scacco i prodotti con troppo sale, grassi saturi, zuccheri e alcol. Con un eccesso di integralismo, però: il Parmigiano-Reggiano finirebbe nel mirino per un grammo di sale di troppo. Tempi e modi della crociata di Onu e Oms saranno decisi a New York a fine settembre, ma l’orientamento sarebbe di tassare pesantemente i prodotti “a rischio” e imporre l’inserimento di avvisi sulle confezioni per scoraggiarne l’acquisto e il consumo. Il Parmigiano come le sigarette, in pratica.
Incredibile, ma vero. Un pugno in faccia al buon senso, un calcio nel sedere ai nutrizionisti di tutto il mondo, unanimemente concordi nel celebrare le tante virtù di un prodotto straordinario come il re dei formaggi, prezioso alleato per la salute e per il benessere di bambini, adolescenti, adulti e anziani. Che affidabilità potranno mai avere due enti così importanti, che pensano di equiparare i benefici del Parmigiano ai danni provocati dal fumo? Con tutto il rispetto, c’è da avere paura. Di Onu e Oms, più che di una scaglia di Parmigiano.

crinaldi@gazzettadiparma.net