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politica

Salvini querela Saviano: "I suoi post su Facebook ledono il ministero"

Lo scrittore, tra l'altro, aveva definito Salvini "Ministero della Mala Vita"

19 luglio 2018, 20:29

Salvini querela Saviano:

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha presentato denuncia querela nei confronti dello scrittore Roberto Saviano per il contenuto di alcuni post su Facebook, ritenendole lesive «della reputazione del sottoscritto e del Ministero dell’Interno stesso».

«Il 'signor' Saviano mi dedica queste frasi: 'Ministro della mala vita, quando piacere le dà veder morire bimbi innocenti in mare? ministro della mala vita, l’odio che ha seminato la travolgerà. Cosa rispondergli? Merita al massimo una carezza e una querela». Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini risponde a Roberto Saviano che su Facebook ha accusato il ministro pubblicando le foto della donna e del bambino morti al largo della Libia e recuperati da Open Arms. 

IL POST "INCRIMINATO". «Assassini! Ministro della Mala Vita, sui morti in mare parla di "bugie e insulti", ma con quale coraggio? Confessi piuttosto: quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica, sua (mi fa ribrezzo dire «nostra") alleata strategica? Lei che sottolinea continuamente di essere padre, «da papà» quanta eccitazione prova a vedere morire bimbi innocenti in mare? Ministro della Mala Vita, l’odio che ha seminato la travolgerà. Come travolgerà gli imbelli a 5stelle, e tra di loro l’impresentabile Toninelli, sodale del Ministro degli Interni in questa tetra esaltazione della morte degli ultimi della Terra». E’ quanto si legge in un post su Facebook di Roberto Saviano, che pubblica la foto dei corpi di una donna e un bambino trovati in mare da Open Arms.
«E noi tutti, che oggi ci vergogniamo di vivere questi tempi per la nostra impotenza, abbiamo il dovere di ricordare i nomi di coloro i quali hanno legittimato questi assassini - prosegue Saviano -. Dobbiamo ricordare i nomi degli influencer cialtroni finanziati da Mosca, di quelli che all’occorrenza spacciano fake news ed elaborano teorie del complotto: i vostri nomi li conosciamo bene. Dobbiamo ricordarci dei giornalisti che hanno preferito cavillare per non prendere posizione, per calcolo o per mancanza di coraggio, e che magari tra qualche tempo diranno: «non ero io, non intendevo dire quello». Dobbiamo ricordare anche il nome di chi ha semplicemente preferito ignorare e odiare: non basta non essere nessuno o nascondersi dietro un nickname. La Storia ti insegue. La Storia non dimentica».