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Ladri "con i bigodini": raid nei saloni, caccia alla banda dei parrucchieri

Oltre dieci i colpi da marzo

20 luglio 2018, 20:20

Ladri

Rubano di tutto: prodotti per capelli, phon, piastre, extension; ovviamente, non disdegnano il fondo-cassa. Ma l’obiettivo principale sono i flaconi e i materiali costosi dei saloni di bellezza, strumenti professionali, che devono essere utilizzati da mani esperte. E' la banda dei parrucchieri, che da mesi sta imperversando nella provincia di Reggio Emilia. Oltre una decina, da marzo, i colpi accertati da polizia e carabinieri, senza però nessun arresto. L'ipotesi degli investigatori è che dietro ai furti possa esserci un mercato nero e che i prodotti siano destinati ad artigiani abusivi, senza partita Iva, che non hanno accesso alle vendite all’ingrosso.
L’ultimo raid ieri notte, ai danni di un salone di Rivalta, frazione di Reggio Emilia alle porte della città. Ma nelle scorse settimane non hanno risparmiato nessuno: dai parrucchieri di periferia ai saloni dei più noti coiffeur reggiani. Tra loro anche il maestro Zeo Baldi, acconciatore dei vip e di Miss Italia, che pochi giorni fa si è visto svuotare l’intero negozio gestito dalla figlia a Scandiano, in zona ceramiche. E, ora, tra gli artigiani, serpeggiano i timori. «Abbiamo paura ad alzare la saracinesca, ci hanno preso di mira; ormai allarmi e telecamere non servono più, sfasciano tutto», dicono i lavoranti.
Anche le associazioni di categoria, nelle scorse settimane, hanno alzato la voce lanciando l’allarme: «La banda dei parrucchieri sta colpendo senza freni. La sensazione è che ci troviamo di fronte a furti su commissione o per rifornire un mercato illegale parallelo a quello ufficiale», ha detto Alessandra Spaggiari, presidente Cna Benessere e Sanità a sua volta vittima di furto con danni di migliaia di euro.
«Il fenomeno dei furti nei negozi di parrucchieri e nei centri estetici - aveva spiegato il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia, Donatella Prampolini Manzini - sta prendendo piede in tutta Italia. Questo significa che c'è un mercato sommerso di rivendita dei prodotti e delle attrezzature rubate, che vengono probabilmente ricettati da parrucchieri completamente abusivi che non potrebbero accedere all’acquisto legale di prodotti professionali>. In questo caso, «la miglior arma sono i consumatori, perchè solo loro possono bloccare questo circuito. Occorre evitare i parrucchieri abusivi, sia perchè è illegale, sia perchè vi sono rischi per la salute. Così come occorre diffidare di prezzi completamente fuori mercato: chi lavora in maniera corretta ha dei costi legati alla sicurezza e non solo, che devono far alzare le antenne quando si vedono proposte palesemente sottocosto», ha concluso Prampolini.