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EDITORIALE

Governo, il nemico è nelle scelte quotidiane

di Luca Tentoni -

21 luglio 2018, 15:02

Governo, il nemico è nelle scelte quotidiane

Ai partiti che sostengono il governo Conte sembra non mancare nulla: hanno avuto poco più del 50% dei voti alle elezioni del 4 marzo scorso (solo Letta aveva una base più ampia, con Pd e FI, ma non Renzi e Gentiloni) e sono proiettati dai sondaggi oltre il 55-57%; l'opposizione è divisa (il Pd attende il 2019 per darsi un segretario non «provvisorio» e una nuova proposta politica; FI fatica ad arginare la diaspora di voti e parlamentari verso la Lega); c'è un presidente del Consiglio che non «ruba la scena» ai due vicepremier; i mercati, infine, sembrano aver allentato la pressione sui nostri titoli di Stato, in attesa di una Legge di stabilità che sarà il vero banco di prova sul quale verrà giudicata la coalizione giallo-verde. Eppure, un nemico insidioso c'è: la quotidianità. Sebbene l'accordo che ha permesso a Cinquestelle e Lega di governare insieme sia un testo di quasi sessanta pagine, molte intenzioni comuni non sono sufficientemente chiarite nel dettaglio, quindi - se l'obiettivo è visibile - la realizzazione va contrattata al momento. Sul «decreto dignità», per esempio, Salvini ha affermato che sarà il Parlamento a renderlo migliore: un modo per avviare una mediazione che da un lato salvi l'impostazione voluta da Di Maio e dall'altro tenga conto della posizione della Lega e delle parti sociali. Così anche sulla legittima difesa: il principio di estenderla è stato esplicitato, ma forse è presto per dire quale sarà il percorso e il punto d'approdo.