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MILANO

Prima la droga nel drink, poi lo stupro: condanne fino a 12 anni per tre uomini

23 luglio 2018, 18:52

Prima la droga nel drink, poi lo stupro: condanne fino a 12 anni per tre uomini

Due imputati condannati a 12 anni di carcere e uno condannato a 8 anni e 6 mesi. Si è chiuso così in primo grado il processo a carico di tre uomini arrestati tra dicembre 2017 e gennaio 2018 perchè nell’aprile dello scorso anno avrebbero prima stordito una 22enne con le benziodazepine, la cosiddetta "droga dello stupro", versate in un drink e poi l'avrebbero stuprata nell’appartamento di uno dei tre a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto l’aggravante dell’uso della droga.

Lo stesso pm Gianluca Prisco, titolare dell’inchiesta e in aula per la sentenza assieme al procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella, aveva chiesto ai giudici di non concedere le attenuanti generiche ai tre imputati perchè sarebbe stato «un insulto» per la vittima, e di applicare invece al reato di violenza sessuale di gruppo anche l'aggravante della «somministrazione di una sostanza stupefacente», così come contestato nell’imputazione. Il pm aveva chiesto condanne fino a 14 anni.
Secondo le indagini, la sera del 13 aprile 2017 i tre sarebbero andati a prendere in auto la 22enne, con cui Coazzotti aveva un appuntamento, e poi avrebbero raggiunto insieme un locale di via Crema, nel capoluogo lombardo, dove avrebbero bevuto alcuni drink. Là, secondo il pm, che nella sua requisitoria ha fatto riferimento anche alle immagini riprese quella sera dalle telecamere di sorveglianza del locale, uno dei tre avrebbe versato le benzodiazepine nel bicchiere della ragazza, ignara. I tre avrebbero poi portato la giovane a casa di Caputo, a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza, dove sarebbe avvenuto lo stupro di gruppo. Oggi i giudici hanno confermato in pieno l’impianto accusatorio.
Le difese, invece, avevano sostenuto che andava verificata «l'attendibilità» della giovane che aveva denunciato la violenza. «La ragazza è debole e condizionabile - ha detto nella sua arringa il legale Eliana Zecca - e si accompagna con ragazzi di contesti borderline».

Il Tribunale di Milano ha disposto anche una serie di misure di sicurezza a pena espiata a carico degli imputati.
In particolare, per tutti e tre i giudici della decima penale (presidente Elisabetta Canevini) hanno disposto la misura dell’obbligo della comunicazione alle forze dell’ordine della loro residenza e dei loro spostamenti quando usciranno dal carcere, oltre a prescrizioni negli orari per uscire di casa e al divieto di frequentare luoghi in cui si trovano minori. In più, per Coazzotti e Caputo (per loro è stata riconosciuta la recidiva per altri reati commessi) è stata disposta anche la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni dopo l'espiazione della pena. Le motivazioni della sentenza tra 60 giorni.

UNO DEI CONDANNATI GRIDA IN AULA: "SONO INNOCENTE". «Sono innocente». Lo ha gridato dopo il verdetto Guido Guarnieri, condannato a 8 anni e mezzo di carcere dai giudici della nona sezione penale del Tribunale di Milano per avere prima stordito con la cosiddetta "droga dello stupro" e poi violentato assieme a Mario Caputo e Marco Coazzotti, condannati a 12 anni, una 22enne nell’aprile 2017 in un appartamento a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza.
Dopo la sentenza, Caputo è scoppiato in lacrime e ci sono stati anche momenti di tensione sia dentro l’aula che nei corridoi, dove una donna, tra i familiari degli imputati, ha colpito con una mano la videocamera di un operatore della Rai. I giudici hanno anche condannato i tre imputati per violenza sessuale di gruppo, aggravata dalla somministrazione di droga, ad un risarcimento provvisionale di 75mila euro a favore della vittima. I difensori, gli avvocati Debora Piazza, Guido Camera e Eliana Zecca, hanno già annunciato ricorso in appello contro il verdetto, le cui motivazioni saranno depositate tra 60 giorni.