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L'uomo che morì due volte

di Davide Barilli -

03 agosto 2018, 17:14

L'uomo che morì due volte

«Quando muori non sai mai dove vai a finire. Io invece voglio rimanere qui, nel mio paese, accanto alla mia gente, vicino ai miei genitori. Tutto qui». C'è del vero, ma pure del surreale (che è poi l'altra faccia della medaglia dei misteri eterni) nella frase con cui Franco Concari, detto «Chicco» spiega la sua scelta. Si è già collocato fra quelli che «passano a miglior vita». Da vivo. Ma al cimitero. E lo ha fatto con precisione certosina. Quasi maniacale. Lapide, nome, data di nascita, persino la fotografia sotto vetro. Manca, ovviamente, la data di morte. Qualcuno, dopo aver visto la lapide aveva già recitato il rosario per «Chicco». Altri, vedendolo in salute, lo hanno abbracciato come un novello Lazzaro. Ma i miracoli non ci azzeccano. È solo una storia vera. Anche se incredibile. La storia di uomo che morirà due volte. Una volta per finta, l'altra (auguriamogli il più tardi possibile, ma prima o poi capita a tutti ) sul serio. Cimiteriale, Watson: verrebbe da dire. Succede a Busseto.