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FOTOGRAFIA

«Figli del grande spirito»: rivive a Berceto il mito dei Sioux

05 agosto 2018, 21:15

«Figli del grande spirito»: rivive a Berceto il mito dei Sioux

Il mito dei Nativi d’America rivive nelle foto di Edward S. Curtis al Museo Piermaria Rossi di Berceto fino al 16 agosto, a 30 anni dal gemellaggio del paese con i Lakota Sioux.
L’evento, promosso dallo stesso Museo e dall’Associazione culturale Sentieri dell’arte, con il patrocinio del Comune di Berceto e il sostegno della Regione Emilia Romagna, in linea con la filosofia che ha animato le esposizioni degli ultimi anni, intese a focalizzare l’attenzione su popolazioni oggetto di genocidio o di discriminazioni.
“Figli del Grande Spirito” - questo il titolo della mostra - raccoglie 60 copie degli originali, di proprietà della Library of Congress di Washington; immagini di grande fascino che testimoniano con la forza di uno scatto mirato, la bellezza fiera ed altera di un popolo, i valori di una tradizione.
«Scatti carichi del rispetto e dell’ammirazione di chi le ha conosciute da vicino, ha vissuto con loro, senza filtri di pregiudizi o atteggiamenti di superiorità» scrive nella presentazione Manuela Bartolotti.
Oltre alle foto sono esposti oggetti quali armi, vestiario e copricapi autentici dei Lakota Sioux provenienti dalla raccolta di Alessandro Martire, membro onorario e rappresentante ufficiale in Italia della Nazione Lakota Sicangu di Rosebud. A fare da cornice all’esposizione principale è la mostra fotografica “Spiriti liberi” del pratese Riccardo Cocchi, che si concentra sulla spiritualità e sul rapporto con la natura dei Lakota di oggi, e due artisti che si sono ispirati sia alla propria personale suggestione che alle foto di Curtis: Eugenia Giusti, direttrice del centro Eos di Parma e Bruno Pollacci, direttore dell’Accademia di Pisa. La situazione attuale nelle riserve di Rosebud e Pine Ridge è visibile nella documentazione fotografica del fotoreporter Alessio Vissani. s.pr.