Sei in Archivio

viaggi

In Campania, Napollywood: sotto il Vesuvio è tutto un ciak

Da qualche anno nella città del golfo si affollano i set delle produzioni cinematografiche. E da Mergellina a piazza Plebiscito il cinema spinge la nuova crescita del turismo

di Chiara Cabassi -

05 agosto 2018, 23:00

In Campania,  Napollywood:  sotto il Vesuvio è tutto un ciak

Napollywood. Napoli città da set cinematografico. La sagoma viola del Vesuvio, il litorale di Sorrento, Ischia, Capri e gli scavi di Pompei sono le quinte di una nuova Cinecittà. Cartoline immortali di una Napoli che sta ripartendo da turismo e cinema. Cinquecento produzioni (film, fiction, pubblicità) in tre anni la stanno rilanciando. Cinema è ovunque, per sua natura. Il lungo mare di Mergellina si è liberato da poco delle auto, ed è diventato una passerella. Dalla fontana dell’Immacolatella, l’ingresso a Castel dell’Ovo, parte il corso delle famiglie: passeggini, fidanzati, torte di compleanno tagliate sul muretto che guarda il mare. A Mergellina sono tutti in posa per i selfies, col pescato vicino alle barche diviso nei secchi. In centro ai flash dei telefoni il Vesuvio, di sera circondato dalle luci della costiera. Le adolescenti bistrate da donne latine. Voci onnipresenti: chiacchiere al cellulare, richiami di venditori, risate di ragazzi che scorrazzano con i motorini, musica neomelodica che esce dai balconi. Il principe della risata se n’è andato da 50 anni e oggi la macchina da presa allarga il campo su nuove storie e su angoli pieni di segreti. Nella città che è appena dopo, salendo, ma anche oltre i casermoni scrostati di Scampia, protagonisti della saga di Gomorra.
Dopo lo slargo di piazza Plebiscito che di notte si colora di tricolore e di arcobaleni, il colonnato è diventato tempio di Gerusalemme per Joaquin Phoenix, nel kolossal «Mary Magdalene», mentre l’Oscar Wilde interpretato da Rupert Everett ha preso in prestito Posillipo e il rione Sanità. Primi ciak anche nel Rione Luzzatti per «L’amica geniale», il romanzo a puntate, che ha modificato la percezione di Napoli. (Soprattutto all’estero se la rubrica viaggi del New York Times titola «Cosa fare nella Napoli di Elena Ferrante».)
Palazzo Gravina, ritornerà una ricercata scuola degli anni ‘50 per la regia di Saverio Costanzo e la sceneggiatura di Francesco Piccolo. In principio però, c’è “Un posto al sole” che ha fatto entrare Napoli nelle famiglie italiane all’ora di cena. 5000 puntate in oltre vent’anni: il primato di soap italiana più longeva. Alessandro Gassman saluta i curiosi e i residenti di Piazza Martiri. Un’habitué, ormai per le serie de «I bastardi di Pizzofalcone», dirette da Alessandro D’Alatri. Anche i bastardi sono passati dai romanzi alla cinepresa. Al Cafè Gambrinus un tavolo è riservato al Commissario Ricciardi, perché leggenda o verità che sia, Maurizio De Giovanni l’ha inventato proprio lì. Il trionfo ai David di Donatello con il musical dei fratelli Manetti Ammore e Malavita e il noir di Ferzan Ozpetek, Napoli velata ne hanno celebrato il ritorno. In principio sole, mare e mandolino. Oggi una città capace di credere in se stessa. Un palcoscenico unico dove, da sempre, convivono a due passi «miseria e nobilità». Via Toledo e i quartieri spagnoli. Come diceva Totò, Felice Sciosciammocca: «Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta sapere che il pubblico è contento».

DA VEDERE
IL GRAND HOTEL IN CELLULOIDE
E’ il 1954. Una coppia della middle class inglese arriva a Napoli per sistemare alcune faccende di eredità. E’ notte, la lussuosa macchina si ferma davanti all’hotel e un attimo dopo, meravigliosa, si staglia sotto la luna, la fontana dell’Immacolatella. E’ l’inizio di Viaggio in Italia, celebre pellicola di Roberto Rossellini. L’hotel è rimasto lo stesso: l’Excelsior. Simbolo della stagione d’oro del cinema internazionale. La deliziosa costruzione liberty, progettata da Giovan Battista Comencini, in piena via Partenope, è un testimone del XX secolo. Presidio della Croce Rossa durante la Prima Guerra Mondiale (inaugurato nel 1908 spegne quest’anno le 110 candeline) fu nel corso degli anni tappa obbligata dell’aristocrazia e borghesia viaggiatrice. Gli ospiti illustri sono raccolti nella galleria di foto alle pareti del piano terra. I lampadari di Murano, le grandi vetrate affacciate sul lungomare sono le stesse che hanno visto Andy Wharol ed Hitchcock. Nelle sue stanze hanno dormito Mastroianni e il Principe De Curtis, nel salone centrale, dove il pianista è anche oggi alle prese con celebri arie napoletane, hanno cenato Gina Lollobrigida e Brigitte Bardot. Di casa erano la divina Sofia e Vittorio De Sica. Nel 1985 Ettore Scola l’ha utilizzato per Maccheroni con Mastroianni e Jack Lemmon.
Il cinque stelle ha le più belle terrazze sul Golfo e restituisce intatta l’ambientazione d’epoca.