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Furti d'identità e frodi creditizie: a Parma registrati 186 casi nel 2017

Continuano a crescere i reati commessi attraverso l'uso di identità false o rubate per ottenere prestiti illeciti sugli acquisti

08 agosto 2018, 18:07

Furti d'identità e frodi creditizie: a Parma registrati 186 casi nel 2017

Le frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità continuano a crescere e a incidere pesantemente sul comparto del credito al consumo. Le rilevazioni presentate nella 26ª edizione dell’osservatorio Crif – Mister Credit sui furti di identità e le frodi creditizie confermano, infatti, che nel 2017 i casi rilevati in Italia sono stati più di 26.600 per un importo medio di oltre 5.700 Euro e una perdita economica complessivamente pari a circa 153 milioni di Euro.

La situazione in Emilia-Romagna

Per quanto riguarda nello specifico l’Emilia-Romagna, sono stati 1.515 i casi di frode registrati nel 2017, dato che posiziona la regione al 7° posto della graduatoria nazionale alle spalle di Sicilia (4.247 casi), Campania (4.243 casi), Lombardia (2.818 casi), Puglia (2.766 casi), Lazio (2.494 casi) e Piemonte (1.533 casi).

A livello provinciale, il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Bologna, con 285 casi. Seguono la provincia di Modena, con 236 casi (in 29ª posizione) e Reggio Emilia, con 222 casi; Ferrara si posiziona all’estremo opposto della classifica regionale, con 87 frodi rilevate nell’anno. Per quanto riguarda Parma, sono stati 186 i casi di frode registrati l'anno scorso e la nostra provincia si colloca al quinto posto in regione.

Le tipologie di finanziamento oggetto di frode

Il prestito finalizzato, come già osservato anche negli anni scorsi, risulta ancora una volta essere la tipologia di finanziamento maggiormente esposta alle frodi, con una quota pari al 55,8% dei casi, seppur in calo rispetto all’anno precedente. Al contempo si registra un significativo incremento delle frodi perpretate sulle carte di credito, che arrivano a spiegare il 27,7% dei casi totali.

Le principali categorie di beni e servizi acquistati con un prestito ottenuto in modo fraudolento

Nell’ambito dei prestiti finalizzati ottenuti in modo fraudolento, il 34,6% dei casi ha avuto come oggetto l’acquisto di elettrodomestici ma quote rilevanti hanno riguardato anche il comparto auto-moto (9,4% del totale) e le spese per la casa (9,9%). A seguire l’arredamento (6,6%) ed elettronica – informatica – telefonia (4,6%).

I tempi di scoperta delle frodi creditizie

Nel 57% dei casi la frode creditizia viene scoperta entro 6 mesi ma, più in generale, entro i 12 mesi il tasso di scoperta è pari a quasi al 70%. Si osservano però casi per i quali i tempi di scoperta avvengono anche dopo tre, quattro o addirittura cinque anni (circa il 18% del totale). Andando ad analizzare i tempi di scoperta in funzione dell’importo frodato, inoltre, emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi corrispondono a uno small ticket, mentre i casi di frode con importi superiori ai 10.000 euro in genere necessitano tempi più lunghi, tanto che il 19% dei casi viene scoperto dopo oltre 5 anni.

I tentativi di frode intercettati dalle banche dati del sistema Scipafi

L’osservatorio Crif-MisterCredit presenta al suo interno anche un approfondimento basato sui dati relativi agli alert più significativi emersi dalle interrogazioni fatte ai servizi di prevenzione frodi gestiti da Crif attraverso le banche dati Scipafi. Nello specifico, oltre 8 casi su 10 vedono l’utilizzo di una carta di identità falsa o contraffatta per richiedere fraudolentemente un prestito, a fronte di un 14,1% di casi in cui il documento utilizzato è la patente. Per quanto riguarda le patenti nel 6% dei casi non appartengono al soggetto interrogato o sono risultate inesistenti.