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TRENI

Giornata nera: sangue (tragedia), violenza e razzismo sui binari, da Nord a Sud

08 agosto 2018, 11:54

Giornata nera: sangue (tragedia), violenza e razzismo sui binari, da Nord a Sud

La polemica e la violenza "corrono" sui binari: da una parte esplode la polemica con, sullo sfondo, il razzismo dopo l'episodio della capotreno che, dagli altoparlanti "invita" gli "zingari a scendere dal treno..." lungo il Milano-Cremona. Su facebook l'intervento del ministro Salvini che la difende. Dall'altra, lungo il Reggio Calabria-Roma l'aggressione da parte di un nigeriano, privo di biglietto, al capotreno e al poliziotto intervenuto per controllare la situazione (Leggi). Mentre una famiglia che stava andando al mare attraversando i binari è stata travolta dal treno in Calabria: morti i due bimbi, grave la madre (Leggi).

Milano-Cremona: l'annuncio della capotreno "zingari..."

E’ stata una dipendente di Trenord a diffondere attraverso l’altoparlante del treno Milano-Cremona-Mantova il messaggio a sfondo razzista che invitava a non dare monete ai molestatori e gli «zingari a scendere perche hanno rotto i c...». Trenord ha concluso l'inchiesta avviata dopo la segnalazione di alcuni passeggeri. Fatto un rapido incrocio di dati, l'autrice del messaggio è già stata identificata: è la capotreno. Individuata l’autrice, sono al vaglio i provvedimenti: la sanzione può arrivare al licenziamento. Trenord già ieri aveva giudicato grave e inqualificabile il messaggio a sfondo razzista diffuso dall’altoparlante di bordo sul treno delle 12,20 da Milano per Cremona.
Stando agli accertamenti, valutata prima la possibilità apparsa subito remota e poi rivelatasi infondata di una manomissione del sistema, sentiti tutti gli operatori che erano sul convoglio, si è giunti a una dipendente dell’azienda che gestisce il servizio ferroviario regionale e che in quel momento era nel pieno delle sue funzioni.

Salvini difende la capotreno: "Nessuno si preoccupa dei passeggeri"

“Giù le mani dalla capotreno”, scrive su Facebook il segretario del Carroccio dimostrando piena solidarietà alla donna ora “indagata” da Trenord per quanto successo sulla linea Milano-Mantova. «Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori... #Viaggiaresicuri è una priorità!». Lo scrive di twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini sul messaggio diffuso attraverso l’altoparlante da una dipendente di Trenord sul treno Milano-Cremona-Mantova che invitava a non dare monete ai molestatori e gli «zingari a scendere perche hanno rotto i c...».

Annuncio choc

«I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perchè avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c...». E’ il messaggio, lanciato da una voce femminile attraverso gli altoparlanti di bordo, che hanno sentito ieri i passeggeri del regionale 2653, che parte alle 12,20 da Milano per Cremona e Mantova. Secondo "La Provincia di Cremona", che riporta la notizia, sono stati numerosi i passeggeri a raccontare l’episodio sui social e a informare via e-mail l’azienda che gestisce i convogli, Trenord, la quale ha avviato un’inchiesta interna. «Il dispositivo da cui si lanciano quel tipo di avvisi - spiega in una nota - non è in cabina e, attraverso una manomissione, può essere accessibile anche ai passeggeri». 

Trenord scrive in un breve comunicato: «Ringraziamo il cliente per la pronta segnalazione. Quanto riportato è grave e inqualificabile. Abbiamo prontamente avviato inchiesta interna ad esito della quale adotteremo i provvedimenti necessari».

LA DIPENDENTE TRENORD RISCHIA IL LICENZIAMENTO. E’ stata una dipendente di Trenord a diffondere attraverso l’altoparlante del treno Milano-Cremona-Mantova il messaggio a sfondo razzista che invitava a non dare monete ai molestatori e gli «zingari a scendere perche hanno rotto i c...». Trenord ha concluso l'inchiesta avviata dopo la segnalazione di alcuni passeggeri. Individuata l’autrice, sono al vaglio i provvedimenti: la sanzione può arrivare al licenziamento. 

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