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SPEDALI CIVILI

Batterio in ospedale: muore un neonato, altri 9 contagiati a Brescia

11 agosto 2018, 18:51

Batterio in ospedale: muore un neonato, altri 9 contagiati a Brescia

Un neonato è morto a Brescia a causa di un batterio contratto in ospedale. Altri 9 sono stati contagiati dal batterio Serratia marcescens, che attacca le vie urinarie e la cute. 

La direzione degli Spedali civili di Brescia spiega: «Presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ASST Spedali Civili di Brescia si è sviluppato un focolaio epidemico di infezione/colonizzazione da Serratiamarcescens, caratterizzato da tre casi di sepsi neonatale, un’infezione delle vie urinarie e sei casi di colonizzazione», ovvero in tutto dieci casi. 

«Il 20 luglio - continua l’ospedale bresciano - è stata identificata una condizione di malattia da Serratiamarcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) ed a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare (effettuato il 19 luglio). I primi due casi diagnosticati sono andati progressivamente migliorando ed attualmente sono in via di risoluzione, purtroppo il terzo paziente ha sviluppato segni clinici da shock settico ed un quadro clinico che è progressivamente peggiorato e, nonostante la terapia antibiotica a largo spettro e tutte le cure intensive prestate ha cessato di vivere». Sono stati poi altri i casi diagnosticati: «Attualmente - scrive il Civile - dei dieci neonati positivi per Serratia 6 sono ancora degenti. E dei restanti 27 degenti risultati negativi allo screening 10 sono stati dimessi e 17 sono ancora ricoverati».  

AL VIA UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA. Dopo la morte del neonato, ricoverato presso il reparto di terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia, deceduto il 6 agosto, a causa del batterio Serratia Marcenscens, la Regione Lombardia ha dato mandato all’Ats di Brescia di avviare «una commissione d’inchiesta per verificare se dal punto di vista amministrativo e sanitario sono state seguite tutte le misure di sorveglianza e contenimento del batterio».
Lo rende noto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, spiegando che «sin da lunedì scorso abbiamo seguito e monitorato insieme all’ASST la situazione all’interno del reparto di Terapia Intensiva Neonatale». 

I PRIMI CASI RISALGONO AL 20 LUGLIO. I primi due casi sono stati riscontrati 20 luglio, poi, dopo l’identificazione delle ulteriori positività dei tamponi di screening, il 27 luglio «è stata disposta la chiusura dell’accettazione di nuovi pazienti in Terapia Intensiva Neonatale ed è stata richiesta la collaborazione dei centri di T.I.N. limitrofi».
L’ospedale precisa inoltre che accertati i primi due casi «il 20 luglio è stato immediatamente allertato il Comitato Infezioni Ospedaliere Pediatrico e sono state subito poste in essere le prime misure di sorveglianza e contenimento». Il 24 luglio - prosegue la nota del Civile - «è stata messa in opera la bonifica ambientale di una stanza di degenza, riservandola ai nuovi ingressi e programmate le bonifiche successive. E’ stata poi disposta la chiusura dell’accettazione di nuovi pazienti in Terapia Intensiva Neonatale». Nelle prossime settimane la situazione continuerà ad essere mantenuta «sotto stretta osservazione e l’accettazione del reparto continuerà a rimanere chiusa, così da poter progressivamente liberare gli ambienti di degenza e procedere ad una loro ulteriore radicale bonifica». 

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