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Femminicidio in vacanza, le amiche di Rita: "Ultimamente Paolo era cambiato"

15 agosto 2018, 20:43

Femminicidio in vacanza, le amiche di Rita:


«E' come se qualcosa si fosse rotto dentro di lui. Non che fosse diventato violento, ma qualcosa era cambiato». Ora, alla luce della tragedia della Val Gardena, certi segnali vengono visti con ancora maggiore attenzione dalle amiche di Rita Pissarotti. Si parla di un prima e di un dopo, nella vita di Paolo Zoni. Si parla di un cambiamento di umore, ma non solo. «Credo che lui non si sia più ripreso dalla morte della madre - dice una collega della donna uccisa a coltellate -. Una lunga agonia finita nemmeno due anni fa».
Lei, ragazza madre, lo aveva cresciuto da sola, dandogli il proprio cognome. Poco dopo la sua scomparsa, lui aveva manifestato un segnale preoccupante. Un giorno come tanti, era rientrato in un negozio nel quale era appena stato, per comprare qualcosa che aveva appena comprato. Glielo avevano fatto notare, e lui aveva mormorato qualcosa, prima di telefonare alla moglie dicendo: «Non so più dove sono». Quel giorno si cominciò a temere che l'uomo soffrisse di disturbi cognitivi.
Poco prima d'allora, era avvenuto un fatto che, a sua volta, aveva rappresentato una forte fonte di stress. Un giorno, mentre lui era al volante (Rita non aveva mai preso la patente), su via Spezia era rimasto coinvolto in un incidente. L'auto sulla quale viaggiava con la moglie si cappottò: fu lei a subire le conseguenze peggiori, riportando una grave lesione a una gamba. Ci vollero mesi, perché la donna si riprendesse. E in questo periodo - stando alle amiche di lei - lui le fu accanto con l'amorevolezza di sempre. Più volte avrebbe ripetuto di aver avuto paura di quanto potesse accadere in quell'incidente. C'è chi dice che avesse il terrore di restare solo. Per poi essere lui stesso a gettarsi in questo abisso.
rob.lon.