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EDITORIALE

Genova, il governo fa demagogia sui morti

di Domenico Cacopardo -

17 agosto 2018, 15:00

Genova, il governo fa demagogia sui morti

Non si può accettare l’idea che nessuno sia responsabile della tragedia di Genova, l’ultima di una serie. In Italia sono centinaia le aree e le opere, le cui condizioni possono collassare per difetti propri o per un evento naturale. Purtroppo, mai come ora a una sciagura è corrisposto un atteggiamento scomposto delle autorità di governo, incapaci di resistere alle tentazioni della demagogia. I viaggi a Genova (di Conte, di Toninelli, di Salvini, di Di Maio) rappresentano un fastidioso intralcio alle attività di protezione civile e delle autorità locali che dovrebbero essere esclusivamente impegnate nella gestione della crisi.
Non c’è dubbio che in termini tecnico-giuridici la responsabilità è del concessionario del servizio, in questo caso, la Società Autostrade per l'Italia. Chi invoca la vigilanza dell’Anas o del ministero delle Infrastrutture ignora il grave depauperamento delle due strutture per il mancato reclutamento di tecnici ed esperti.
Dobbiamo però affrontare le questioni cruciali che Genova ci propone a partire dalla guerra dichiarata da ambientalisti e 5 Stelle alla Gronda genovese, il by-pass che avrebbe permesso di chiudere il viadotto crollato e di ristrutturarlo. La deprofessionalizzazione del sistema è tale che Beppe Grillo tre anni fa s’è permesso di dichiarare l’infondatezza dei timori per il viadotto.
Forse è questa la ragione per la quale i ministri grillini di questo governo, primo fra tutti Toninelli (ai quali si è inopinatamente accodato Salvini, capo di una struttura politica non improvvisata), si sono scagliati contro Società Autostrade, nei confronti della quale si è dichiarata «Giustizia sommaria», mediante revoca della concessione.
Un governo d’irresponsabili, incapaci di affrontare una tragedia che pretende ben altre reazioni. La prima è sostenere sino in fondo Protezione civile, Vigili del fuoco e autorità locali impegnate nel trovare sistemazione per le centinaia d’improvvisi senza-tetto dell’area Polcevera.
La seconda, urgentissima, compete al ministro delle Infrastrutture: la nomina di una commissione di esperti (in Italia, veri competenti su questo genere di strutture non sono più di 4 titolari di cattedra), uno dei quali – meglio – straniero con il compito di stilare una perizia descrittiva dell’accaduto e delle eventuali omissioni del concessionario autostradale. Un documento utile all’autorità giudiziaria genovese, oggi in confusione. Il procuratore della Repubblica, infatti, ha dichiarato che «Non è stata fatalità», anticipando un giudizio che, quando ci sarà, sarà conseguente a idonei accertamenti. In un paese normale, questo procuratore sarebbe ricusato e sostituito. Solo sulla base di un approfondito accertamento tecnico, come quello più sopra indicato, che definisca il perimetro delle responsabilità di Società Autostrade per l'Italia il ministero delle Infrastrutture deve o non deve aprire un procedimento che può portare alla revoca della concessione.
La leggerezza con la quale è stata annunciata questa revoca (giustizia da Far-West) dimostra altresì la non conoscenza e il disprezzo per i fondamentali dell’economia di mercato nella quale viviamo.
L’annuncio ha provocato un terremoto in borsa con perdite colossali per azionisti e obbligazionisti, italiani e stranieri, rafforzando il germe più letale in circolazione: la sfiducia nei confronti dell’Italia e dei suoi improvvisati e improbabili governanti, ammiratori di Maduro (Venezuela) e del pauperismo sudamericano.
Lo spread, in questo momento, è 288.

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