Sei in Archivio

EDITORIALE

Manovra finanziaria tra equilibrismo e magia

di Marco Magnani -

18 agosto 2018, 18:35

Manovra finanziaria tra equilibrismo e magia

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha escluso per l’autunno manovre correttive forti e ha nel contempo confermato la volontà di mantenere in equilibrio i conti pubblici e ridurre il rapporto tra debito e pil.

Considerata la fragile crescita dell’economia italiana – tra le più basse dell’Ue – conciliare questi obiettivi richiede un complicato esercizio di equilibrismo.

Nonostante ciò Luigi Di Maio e Matteo Salvini non perdono occasione per ribadire le rispettive promesse elettorali, specie quelle che richiedono significative coperture finanziarie come reddito di cittadinanza (17 miliardi per i 5 Stelle, il doppio per l’Inps) e flat tax (il costo dipende da nuove aliquote, ma potrebbe aggirarsi sui 50 miliardi).

Non basta. I due vice presidenti del Consiglio hanno anche promesso investimenti pubblici per 50 miliardi, abolizione della legge Fornero (con perdita dei relativi risparmi, stimati in 25 miliardi nel 2019-20), blocco all’aumento dell'Iva nel 2019 (costo 12,4 miliardi), conferma degli 80 euro “renziani” (9 miliardi), “salvataggio” di Ilva e Alitalia (costo incerto).

Il ministro Tria è persona seria, equilibrata e competente. Ma nei prossimi mesi più che doti di equilibrismo – requisito necessario per fare il ministro dell’Economia in Italia – potrebbe essere necessaria l’arte della magia.

www.magnanimarco.com