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EDITORIALE

La colonna sonora della strage di Genova

di Michele Brambilla -

19 agosto 2018, 14:08

La colonna sonora della strage di Genova

Sono passati cinque giorni dal crollo del ponte Morandi e il dibattito è tutto sulle polemiche politiche e sulle dissertazioni ingegneristiche. E però sui siti degli stessi giornali che danno conto di queste schermaglie fra vivi, il video più cliccato è uno girato per caso davanti ai morti: non si vede praticamente niente ma si sente ripetere, in continuazione, «Oh mio Dio, oh mio Dio». Un uomo che stava riprendendo un temporale e che si trova all’improvviso, inaspettatamente, a testimoniare l’assurdo e la morte, non riesce ad affidarsi ad altri. Non a un politico. Non a un ingegnere. «Oh mio Dio, oh mio Dio»: queste poche sillabe sono diventate la colonna sonora della strage di Genova.
«Oh mio Dio»: perché in certi momenti non sappiamo trovare altre parole? Sono le stesse pronunciate dal dottor Hastie Lanyon quando scopre che il Male, mister Edward Hyde, ha preso il posto del Bene: «Oh Dio, gridai, oh Dio! Davanti ai miei occhi, pallido, tremante, e mezzo svenuto, con le mani che annaspavano in avanti, come un uomo che resusciti, stava Henry Jekyll!». Sono le stesse sussurate, quasi rimaste in gola anche all’uomo che pochi giorni prima del crollo di Genova aveva filmato un’altra apocalisse autostradale, l’esplosione di un’autocisterna a Borgo Panigale. «Oh mio Dio» è la colonna sonora della vita di tutti noi, quando ci rendiamo conto che non potremo mai bastare a noi stessi.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it