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Croazia

Fermato con un camion carico di migranti clandestini: arrestato parmigiano

20 agosto 2018, 07:03

Fermato con un camion carico di migranti clandestini: arrestato parmigiano

LUCA PELAGATTI

Koronica, in Croazia, è un villaggio di poco più di 1700 abitanti, giusto una manciata di case da dove gli appassionati di trekking partono per andare a scarpinare intorno ai laghi di Plitvice. Ma non solo camminatori: qui passano anche i disperati in fuga da guerre e miseria. E tra i taxisti degli sconfitti del mondo c'è anche qualcuno che viene da Parma.

Lo dimostra l'arresto, avvenuto l'altro ieri, di un parmigiano di 34 anni - il suo nome ancora non è stato reso noto - che è stato trovato dalla polizia croata alla guida di un camion di proprietà di una ditta di noleggio di Sant'Ilario. Nel cassone però non c'erano merci: ma esseri umani ammassati come pacchi. Disposti a tutto pur di passare il confine. E per lui sono scattate le manette con l'accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

La vicenda, per evidenti motivi, è ancora tutta da definire. Ma nonostante il riserbo delle autorità locali la vicenda pare legarsi al sempre più turbinoso traffico di migranti lungo la rotta balcanica. Secondo quanto emerso finora il furgone era stato noleggiato da una società del tutto estranea alla tratta e forse il passatore pensava che un camion italiano, in buone condizioni e recentemente immatricolato, non avrebbe dato nell'occhio. Ha sbagliato i conti: le forze dell'ordine croate sanno benissimo che appena oltre il confine della Bosnia Erzegovina, per la precisione nella cittadina di Biha?, da tempo si stanno ammassando profughi diretti verso l'Italia e l'Austria. E tengono gli occhi ben aperti. Quindi quando il furgone guidato dal parmigiano è stato notato è scattato immediatamente un controllo: che ha portato alla scoperta di cinquantanove clandestini. Per la precisione 40 pakistani e 15 siriani stipati come bestie. Ma pronti a ogni sforzo per arrivare in Europa.

Il sospetto è che quindi il parmigiano lavorasse per una delle organizzazioni di «passeur» che, in cambio di denaro, fanno passare i confini ai migranti che, una volta in Croazia, puntano a mescolarsi al traffico regolare di turisti e viaggiatori che quindi riescono a mettere piede in Friuli, o più probabilmente, in Austria diretti verso nord.

Come detto, la società proprietaria del mezzo, non è risultata in nessun modo legata al traffico e quindi le uniche responsabilità ricadranno sul conducente che in questi giorni verrà sentito dalle autorità. Che cercano di risalire a chi tiene le fila del traffico di uomini ridotti come pacchi. Ma che rendono come una miniera d'oro.

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