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EDITORIALE

Lasciamo che i medici facciano i medici

di Anna Maria Ferrari -

22 agosto 2018, 17:56

Lasciamo che i medici facciano i medici

Chi ci curerà nei prossimi anni? Le stime nazionali parlano di 45mila medici in pensione entro il 2023 e la situazione non migliorerà ad andare al 2028, perché si prevede un'uscita di circa 33mila medici di base e 47mila ospedalieri. In tutto, 80mila camici bianchi via da ambulatori e ospedali. 14 milioni di italiani senza medico.

Facile dire: spazio ai giovani dottori. Il problema è che non ci sono per via di un blocco nel sistema di istruzione del Paese: i posti nel corso in medicina generale sono circa 1100 l'anno, quindi entro il 2028 potranno essere rimpiazzati più o meno 11mila medici di base, con un saldo negativo di 22mila unità. Idem per gli specialisti: i posti nelle scuole sono circa 6500 l’anno, ma ne servirebbero almeno 8500. A mancare saranno soprattutto pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi. Non ci sono le risorse, anche se va detto che l'Emilia Romagna ha raddoppiato le borse di studio finanziate con fondi regionali, da 52 del 2017 a 100 nel 2018. Il numero più alto in Italia.

Ma intanto, come far fronte alla mancanza di medici? Forse qualcosa si può fare. Ad esempio, lasciare che i medici tornino a fare davvero i medici, potenziando i reparti con più personale para-sanitario, tecnici di laboratorio, infermieri, fisioterapisti. Oggi i medici sono costretti ad essere anche burocrati, obbligati a stare ore e ore tra timbri e scartoffie invece di fare ciò per cui hanno studiato anni e che conta davvero: curare i pazienti.