Sei in Archivio

EDITORIALE

Perché sono le donne a lasciarci la pelle

di Anna Maria Ferrari -

24 agosto 2018, 16:14

Perché sono le donne a lasciarci la pelle

I contorni del delitto di San Polo di Torrile sono ancora sfumati, impossibile adesso capire i dettagli: follia pura, violenza premeditata, femminicidio. Ma di certo c’è un filo rosso che unisce gli omicidi degli ultimi mesi nella nostra città. Cambiamo pure movente, dinamica, scena del delitto, ma resta un fatto, il più importante, quello che segna il confine tra la vita e la morte: la vittima è una donna. Sono le donne a lasciarci la pelle o a finire all’ospedale.

Era sola in casa, Filomena. Occhi allegri, sorriso contagioso, eccola nelle foto pubblicata dalla Gazzetta il giorno dopo l'omicidio. La sua storia si aggiunge alle statistiche della strage: sono stati sette i femminicidi compiuti nella nostra provincia, da settembre 2016 ad oggi. In Italia, 140 le donne uccise nel 2017, all’incirca una ogni due giorni. A non essere sicure sono le mura di casa, l’assassino nel 75 per cento dei casi è un amico, l’ex o il partner. Perché?

Per un’arcaica cultura che riaffiora, impermeabile ai secoli, alle conquiste femminili, al progresso: le donne restano “cose” di cui disporre, come tuffarsi – nel 2018 – nella pancia della giungla dove vince la legge del più forte. E’ facile aggredire una donna, pestarla, sfogare la rabbia con la violenza. Come salire su una tragica macchina del tempo: il ritorno dell'uomo con la clava. Comando io e te le suono. E’ il colpo di coda di un sistema di potere maschile che non è più assoluto. Le donne hanno fatto tanta strada. Ma ora devono correre: per difendersi.