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EDITORIALE

Che cosa ci raccontano i rifiuti abbandonati

di Michele Brambilla -

30 agosto 2018, 17:16

Che cosa  ci raccontano i rifiuti abbandonati

Il vecchio detto «piove, governo ladro» si è da qualche tempo aggiornato: a essere ladri sono l'Europa, i poteri forti, i mercati e in genere un indistinto «loro» che non si sa a chi corrisponda, ma che è responsabile di tutti i nostri guai. Basta sentire tanti discorsi comuni: «Hanno deciso... hanno detto... hanno fatto...». Ma «hanno» chi? Non si sa: ma è un «loro» consolatorio, che ci assolve dalle nostre responsabilità e attribuisce a qualcun altro ogni colpa.
Poi però capita di fare un giro in città e di vedere - come documentiamo a pagina 9 - spazzatura buttata ovunque, ai margini delle vie del centro, sui marciapiedi, ai bordi della tangenziale, nei giardini. Sacchi di schifezza, lavatrici, televisori, computer. Io la butto lì, e poi chi se ne frega, ci penserà qualcuno: il Comune, l'Iren, i vigili, la polizia, i carabinieri. Chi se ne frega.
C'è da scommettere che molti di coloro che hanno buttato (e buttano regolarmente) i rifiuti ingombranti - troppa fatica, andare in discarica - sono gli stessi che si lamentano appunto di chi ha il potere, di chi «dovrebbe gestire bene le cose», di chi ha responsabilità di governo eccetera. Quello dei rifiuti è solo un esempio: si potrebbe continuare con molte, moltissime altre inciviltà quotidiane da parte di noi semplici cittadini, per renderci conto che è inutile continuare a invocare complotti quando spesso siamo noi i primi a farci male.