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Scambio di denunce

Insulti razzisti da un agente, indagine a Reggio Emilia

30 agosto 2018, 20:43

Insulti razzisti da un agente, indagine a Reggio Emilia

Insulti razzisti, uno schiaffo e persino uno sputo. Sono pesanti le accuse che un ventenne ghanese con cittadinanza italiana ha rivolto a un poliziotto in forza alla questura di Reggio Emilia, ora sotto inchiesta. La Questura ha avviato indagine interna, la Procura aprirà un fascicolo. La vicenda deve ancora essere chiarita.
Tutto è nato mercoledì mattina quando l’agente, vestito in borghese, stava tornando a casa dopo la fine del turno. Una volta in auto, fermo ad un semaforo sulla circonvallazione del centro città, ha notato il giovane con il cellulare al volante. Così, lo avrebbe redarguito richiamandolo al rispetto del codice della strada. E qui sarebbe scattata la lite. Il 20enne ha chiamato la polizia, arrivata con diverse volanti. E l’agente è stato ascoltato dai suoi stessi colleghi, riferendo la sua versione dei fatti: il ghanese, ha detto, si sarebbe rifiutato di fornire le proprie generalità e gli avrebbe sputato.
Differente la versione del giovane che invece sostiene di essere stato apostrofato offensivamente con epiteti razzisti, di aver ricevuto uno sputo e pure uno schiaffo. E infine ha formalizzato una denuncia nei confronti del poliziotto. Quest’ultimo, invece, proprio in queste ore sta preparando una contro-querela da presentare.
Gli inquirenti hanno raccolto le testimonianze di alcuni clienti del bar davanti al quale sono avvenuti i fatti, persone che hanno assistito alla scena. Differenti le tesi sostenute che complicano ulteriormente la controversia. A fare chiarezza potrebbero essere i filmati delle telecamere di videosorveglianza, già acquisiti. Tutti elementi che verranno inseriti nell’informativa che domani mattina sarà portata sulla scrivania del pm Giulia Stignani della procura reggiana, che potrà così aprire un’inchiesta.
Intanto, anche il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone ha avviato un’indagine interna. L’agente di polizia, qualora fossero confermate le accuse a suo carico, potrebbe essere giudicato da una commissione disciplinare. E può rischiare dal richiamo verbale a una sanzione pecuniaria (come il taglio di una parte dello stipendio) fino alla sospensione o addirittura alla destituzione, cioè l’espulsione dal corpo di polizia. Se al contrario invece emergesse una responsabilità dell’italo-ghanese, il giovane sarebbe chiamato a rispondere di oltraggio a pubblico ufficiale oltre a ricevere una multa e la decurtazione di punti sulla patente per l’utilizzo del telefonino alla guida.