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EDITORIALE

Le agenzie di rating primo scoglio del governo

di Stefano Pileri -

31 agosto 2018, 16:42

Le agenzie di rating primo scoglio del governo

Alla costante ricerca di un nemico. In effetti, il governo giallo verde sembra cavarsela bene quando trova un avversario da combattere. E meglio ancora se questo «avversario» è lontano e con tante colpe da farsi perdonare, come l’Europa. Più ingessata pare l’azione sul fronte interno. Soprattutto quando ci sono da individuare misure concrete per applicare il contratto di governo. Ogni giorno che passa emergono in modo più evidente le distanze tra l’anima leghista e quella cinque stelle. Che hanno obiettivi e interessi da difendere ben diversi come è apparso chiaro nello scontro sul ricalcolo previdenziale che riguarderebbe per il 70% lavoratori del nord con evidenti problemi per Salvini e i suoi. Ma il vero problema è che la situazione dei nostri conti pubblici non consente di muoversi agevolmente. I richiami del ministro Tria confermano che gli spazi di manovra sono stretti. Rischiano di diventare ancora più ridotti da stasera se - come sembra - l’agenzia di rating Fitch rivedrà al ribasso la valutazione italiana. Le agenzie di rating non sono il Vangelo e hanno dimostrato spesso di sbagliare. Ma i rischi di una tempesta sui mercati sono altissimi come aveva pronosticato il politico più esperto del governo, il sottosegretario Giorgetti. Certo, per la maggioranza giallo-verde, i mercati, le agenzie di rating e la finanza internazionale sarebbero un nemico perfetto su cui scaricare le colpe dei problemi italiani. Ma l’esperienza insegna che quella contro i mercati è sempre una battaglia persa.