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REGGIO EMILIA

Sequestrato in Vietnam e costretto a sposare una ragazza conosciuta via Skype

Un 42enne reggiano è riuscito a far annullare le nozze dopo 5 anni

01 settembre 2018, 18:04

Sequestrato in Vietnam e costretto a sposare una ragazza conosciuta via Skype

Conobbe una ragazza via Skype e quando decise di andarla a trovare in Vietnam si trovò a sua insaputa al centro di un matrimonio combinato, con l’obiettivo per lei di ricevere il permesso di soggiorno in Italia. Era impossibile tornare in Italia, perché i parenti della giovane gli avevano sequestrato passaporto e denaro, lo minacciavano e lo tenevano chiuso in una capanna in un villaggio. 
Il protagonista della vicenda, riportata dal Resto del Carlino, è un 42enne residente a San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia. Soltanto ora, a cinque anni dalle nozze, l'uomo è riuscito ad ottenerne l’annullamento dal tribunale civile reggiano, dopo essersi rivolto a uno studio legale di Modena, quando rientrò in Italia con la fede nuziale al dito.
Tutto iniziò nel 2013, quando una coppia di amici vietnamiti gli propone di conoscere la loro nipote, attraverso Skype. Successivamente il 42enne andò in effetti in Vietnam, nel villaggio di Thuan, ma una volta lì si ritrovò, appunto, protagonista delle nozze già programmate, con i parenti della giovane che gli 'sequestraronò il passaporto e tremila euro in contanti che si era portato. Rientrato in Italia con la giovane sposa, il 42enne venne costretto dagli amici della donna a portarla in questura, per farle ottenere il permesso di soggiorno. Poi la 25enne sparì nel nulla.
Infine, il 42enne è riuscito ad ottenere l’annullamento dell’unione dal tribunale civile di Reggio Emilia. «La vicenda è stata particolarmente complessa anche per le difficoltà nel notificare gli atti del giudizio in un villaggio del Vietnam - spiega l’avvocato Annalisa Bova - sono stati necessari molti tentativi, durati quasi tre anni, prima di raggiungere l'obiettivo. Alla fine di questa incredibile vicenda, il nostro cliente è riuscito finalmente ad ottenere il suo stato civile libero».